La UE approva le linee guida per la difesa del tessile
«C’è soddisfazione , ma anche amarezza per il tempo che si è dovuto attendere per vedere realizzato un atto dovuto» ha commentato Michele Tronconi, vicepresidente di Euratex
La Commissione europea ha approvato oggi, 6 aprile, le linee guida a tutela del tessile. Come ha precisato il commissario Ue al Commercio estero, Peter Mandelson, si tratta solo di un quadro normativo, contenente ”procedure e criteri statistici”, sui livelli di allerta in diversi ambiti del tessile, che possono far scattare l’eventuale applicazione della clausola di salvaguardia. «Le linee guida -ha più precisamente spiegato Mandelson – servono a fornire informazioni trasparenti su come la Commissione intende procedere» nel caso in cui la Cina dovesse superare livelli di esportazioni consentita, danneggiando la produzione tessile degli Stati membri e dei Paesi in via di sviluppo.
Niente di rivoluzionario, però: le misure applicabili dalla Commissione europea verranno utilizzate ”come ultima risorsa e solo se necessario” e questa pubblicazione è "molto distante dal sistema delle quote verso i prodotti tessili cinesi".
La procedura permette più che altro alla Commissione europea di affrontare i reclami dei Paesi danneggiati dall”invasione del tessile di Pechino: con le linee definite da questa nuova pubblicazione si potra’ infatti ”avviare indagini che cercheranno di stabilire i pericoli reali”. Un piccolo passo, che però segna l’inizio di un percorso da parte della Ue su questo argomento.
«Salutiamo con soddisfazione l’emanazione, da parte della Commissione europea, delle linee direttrici per l’ applicazione delle clausole di salvaguardia nelle importazioni di prodotti tessili dalla Cina – ha commentato Michele Tronconi, Vice Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese e Vice Presidente di Euratex – Senza quelle linee, che ne rappresentano il presupposto, non sarebbe stato possibile ragionare in concreto sulla soglia di pericolosità delle importazioni cinesi ai fini della tenuta e della sopravvivenza del sistema tessile-abbigliamento europeo. Rimane però una certa amarezza nel constatare che abbiamo dovuto attendere del tempo per il perfezionamento di un atto dovuto e ciò ha provocato squilibri sul mercato che si sarebbero potuti contenere se solo si fosse osservata la tempistica preannunciata dal Gruppo di Alto Livello costituito dalla Commissione UE, che si era impegnato a licenziare queste linee-guida entro la fine del 2004».
«E’ comunque un primo risultato dovuto anche all’azione di sensibilizzazione svolta, negli ultimi tempi, in maniera corale, dalle associazioni imprenditoriali e dalle organizzazioni sindacali del settore – ha concluso Tronconi – Ora, ci auguriamo che, all’interno di una trasparente applicazione dell’accordo internazionale sul commercio, le eventuali misure di salvaguardia siano adottate con la necessaria tempestività e chiarezza, per essere realmente efficaci».
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