Veneri a confronto nella reggia di Capodimonte
Aperta A Napoli una mostra su Velazquez ed i suoi rapporti con l’Italia
Un’altra mostra bomboniera, quattro sale con una ventina di dipinti, all’interno della reggia di Capodimonte, museo che da solo merita una gita. Quella su Velazquez, aperta sabato 19 a Napoli, è un appuntamento da appassionati d’arte, edonisti puri, turisti con cervello al seguito.
Un po’ come il pittore spagnolo, che nel 1630 decise di fare il classico viaggio in Italia, nel paese dell’arte e delle occasioni, e non perse l’opportunità di apprezzare, oltre all’immenso patrimonio classico, anche i pittori napoletani di area naturalistica. E vent’anni dopo ritornò, più maturo e cosciente, più famoso e citato, a ritrarre i
cardinali dell’epoca. E a realizzare il pezzo forse di maggior valore dell’intera piccola mostra, "Venere allo specchio" che potete ammirare riprodotto nella foto a fianco. Un delizioso studio sui modelli scultorei dell’arte antica e sui nudi femminili veneziani di Tintoretto e Tiziano, un piacere da ammirare dal vero, e non solo in digitale.
A volte basta una tela così per fare di una mostra un successo. Per essere sicuri di non sbagliare, i curatori Perez Sanchez e Spinosa hanno specularmene esposto, in opposizione alla Venere di Velazquez, un’appena restaurata Danae del Tiziano. Uno sfizioso concorso di bellezza a posteriori, al limite del livello di una rivista popolare di gossip. Opinione totalmente personale: a volte meglio qualche concessione al gusto televisivo che porti tanto pubblico a confrontarsi con opere di questa meraviglia, che mostre iperfilologiche, ma frequentate solo da esperti ed addetti ai lavori.
Quindi, se amate esposizioni capaci di essere apprezzate solo dal colto, non dedicate uno dei vostri prossimi week end al Golfo del Vesuvio. Se invece non vi dispiacciono le sale frequentate (ben frequentate, si intende), passate da Capodimonte con la coscienza che oltre a questa esposizione, potrete godervi migliaia di metri quadrati tempestati da una delle più ricche collezioni d’arte classica europee. E non dimenticate di svegliarvi presto al mattino, per evitare la ressa: la precedente mostra gioiello sugli ultimi anni di Caravaggio ha attirato una media di 4000 visitatori al giorno.
Esperienze che professionalmente dovrebbero essere studiate dai nostri simpatici assessori insubrici alla cultura ed al turismo. Perché queste sono le iniziative che muovono quel cliente cosciente, con disponibilità economiche ed una vocazione al movimento che invano sui laghi prealpini stiamo cercando di catalizzare. E per dirla con le parole che chiudono il catalogo, scritte da Manet, uno che di pittura ne capiva, Velazquez è uno "per cui vale la pena di fare il viaggio".
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