“Astensione”, il messaggio arriva via etere

Luigi Barion, direttore dell'emittente televisiva La6, invita i cittadini ad astenersi dal voto referendario del 12-13 giugno

Nella Sala Matrimoni di Palazzo Estense, Luigi Barion, direttore dell’emittente televisiva La6, affiancato dai redattori Andrea Berni e Cristina Tessaro, ha espresso la posizione della televisione locale sul referendum del 12 e13 giugno, parzialmente abrogativo della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita.
Per Barion quella sala è un ritorno al passato, perché in quel luogo,  quando era assessore del Comune di Varese, era chiamato a celebrare matrimoni. Oggi però il giornalista de La6 non solo non sposa il referendum, ma da quella sala, sotto lo sguardo severo di Giuseppe Garibaldi, invita la gente a non consumare quel voto.
«Dopo molte discussioni la scelta della nostra giovane redazione – ha detto il giornalista – è per l’astensione. La nostra scelta nasce dalla convinzione che una legge su una materia così delicata e difficile, al punto che occorrerebbe una lezione universitaria per spiegare alla gente di che cosa stiamo parlando, non puo’ essere sottoposta a referendum. La legge attuale non è perfetta, ma per lo meno mette dei paletti sulla sperimentazione selvaggia che, prima dell’entrata in vigore della norma, viaggiava in modo un po’ troppo allegro. La nostra convinzione è che non puo’ essere il referendum lo strumento per perfezionarla, bensì il legislatore».

La questione per un organo di informazione si gioca soprattutto su un piano di responsabilità culturale. Quale deve essere il ruolo della stampa su un tema così delicato e trasversale, che spacca il mondo politico, scientifico e anche religioso? Si corre il rischio di dar vita ad una crociata, lanciando messaggi del genere, oppure fa parte del gioco delle parti? Inoltre, predicare l’astensione dal voto in un Paese dove l’esercizio di questo diritto-dovere è in crisi da tempo, non rischia di aumentare ancora di più la distanza tra cittadini e istituzioni, perdipiù se il messaggio viene lanciato da un luogo simbolo come il palazzo comunale?
«Questi aspetti – conclude il giornalista de La6 – mi hanno fatto pensare molto e per diversi giorni sono stato incerto sul da farsi. A convincermi sono stati i tantissimi cittadini che ci hanno interpellato per avere un’indicazione, un chiarimento sul referendum, segno che le cose non sono molto chiare nel modo in cui sono rappresentate. Pertanto la nostra televisione si è messa a disposizione di tutte le posizioni per aprire un dibattito. L’incontro che ho avuto con alcuni ricercatori universitari impegnati in questo campo mi ha convinto definitivamente. C’è un giro di affari enorme su questo tipo di ricerche e soprattutto non ci spiegano tutto ad esempio sull’utilizzo delle cellule staminali degli adulti. Noi, schierandoci per l’astensione dal voto, non vogliamo fare una crociata né tantomeno parlare di sacralità della vita rifacendosi al concetto religioso del termine».
Questo referendum, per Barion e per La6, proprio non s’ha da fare.

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Pubblicato il 17 Maggio 2005
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