Entra in funzione la nuova sala operativa della Polizia di Stato
Presentato il “gioiello tecnologico” da cui è possibile sorvegliare il territorio e intervenire più rapidamente. Sms tra centrale e pattuglie
Tutto il territorio su un grande schermo digitale, con tanti puntini che indicano le pattuglie delle volanti su tutta la provincia.
Sms per comunicare tra la base e i computer di bordo sulle pattuglie, così da intervenire in “silenzio radio” su particolari eventi criminosi.
Questi sono solo alcuni degli impieghi della nuova centrale operativa della Polizia di Stato. Un “gioiello tecnologico”, come è stato definito, che darà un importante supporto nell’affrontare le emergenze sul territorio ma anche nella gestione dell’ordinario. Si tratta di una serie di apparati integrati fra radio, computer e telefoni che permettono alla Polizia di meglio interagire con le proprie pattuglie sul territorio e nel contempo operare in tempo reale con le altre forze dell’ordine.
All’inaugurazione, cui erano presenti il Prefetto Alfonso Pironti, il questore Giovanni Selmin, oltre alle autorità cittadine, ha partecipato anche Dario Del Medico, il responsabile delle sale operative della Polizia di Stato per la Lombardia. Del Medico ha illustrato le potenzialità dei mezzi compresi nel nuovo ufficio. «Si tratta di un
grande valore aggiunto per la cittadinanza – ha spiegato Del Medico che permette grazie alla cartografia digitale di sapere quali sono le forze sul territorio, la precisa posizione, impiegando i più sofisticati sistemi di rilevamento. Viene così migliorata la capacità di intervento a seconda dei servizi da compiere. Il punto di forza di questo sistema è costituito senz’altro dal rapporto fra l’impiego delle risorse e l’evento cui far fronte».
Tra le novità della sala operativa è da segnalare l’introduzione di un modulo capace di elaborare in tempo reale statistiche sugli eventi e fornire un supporto alle decisioni da prendere sul campo.
Il territorio del capoluogo e della provincia è suddiviso in aree di competenza della Polizia di Stato e dei Carabinieri. A seconda della suddivisione in “zona A” o “zona B” gli operatori che rispondono al 113 sono in grado di capire se l’emergenza rientra nella loro area di competenza, se è il caso di comunicare con i Carabinieri o le altre forze dell’ordine o di pubblico servizio (ambulanze, vigili del fuoco ecc) o se operare
in modo integrato per far fronte a particolari emergenze.
Il tutto in tempo reale grazie alla mappatura del territorio frutto di foto satellitari (che non sono però in tempo reale, quindi servono da supporto visivo che tuttavia permette, dalla centrale, di farsi un’idea del quartiere in cui la pattuglia ad esempio opera, o dell’area da cui arriva una richiesta di intervento). «Una delle basi sulla quale la sicurezza pubblica si basa è proprio la “modernizzazione” dei servizi e degli apparati – ha commentato il questore di Varese Giovanni Selmin – ritengo che con questi strumenti, che compongono il “cervello” della Questura si sia fatto un passo avanti fondamentale verso l’obiettivo di dare maggior tranquillità ai cittadini».
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