Appalti truccati nel Luinese e in Provincia, 15 denunce
Un cartello di aziende operanti nell'edilizia lavorava per vincere le gare al ribasso. Aziende ed enti passati al setaccio dai militari
Quindici denunciati per turbativa d’asta, perquisizioni in diversi enti, opere pubbliche al setaccio della Guardia di Finanza. E’ stato reso noto l’esito dell’indagine operata dalle Fiamme gialle sulle presunte irregolarità in appalti nei comuni di Luino, Saltrio e della Provincia di Varese. Sotto la lente degli inquirenti le opere pubbliche aggiudicate da aziende campane – ma una del Luinese – che oepravano allo scopo escludere sistematicamente i concorrenti.
Per raggiungere questo obiettivo le 10 società oggetto dell’indagine costituirono un vero e proprio "cartello" di imprese con lo scopo di presentare offerte al ribasso predeterminate all’origine, così da manipolare l’esito della gara.
Il reato contestato ai 15 indagati è quello di turbativa d’asta in sei appalti indetti dai comuni di Luino, Saltrio e dalla Provincia di Varese nel periodo 2001-2002; nel corso delle indagini è stata scoperta anche la cessione illecita di appalti a favore di un’impresa del Luinese risultante determinante per il compimento dei reati.
Nelle prossime ore è attesa una conferenza stampa da parte dei militari di Luino ma già da ora si apprende che le amministrazioni pubbliche citate sarebbero estranee alla vicenda, avendo anzi favorito il lavoro delle Fiamme gialle nel corso delle perquisizioni.
In tutto l’ammontare degli appalti sotto inchiesta è di 2 milioni e 600 mila euro e riaguarda lavori di realizzazione di una strada provinciale, per 290 mila euro, la realizzazione del centro sportivo comunale di Saltrio, per l’ammintare di 850.000 euro. I rimanenti quattro appalti, per la cifra restante sarebbero relativi alla relizzazione di opere stradali di pertinenza del comune di Luino.
Il sistema individuato dal trust di aziende per giocare al ribasso sugli appalti – fanno sapere gli inquirenti – non è escluso venisse impiegato anche per pilotare altre opere realizzate nel Varesotto; per questo sono in corso ulteriori accertamenti. le indagini, partite negli ultimi mesi del 2004, sono state all’origine coordinate dal pm Paganini; ad oggi le indagini fanno sempre capo alla Procura della Repubblica di Varese.
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