Arrestato stupratore seriale
L’uomo, che agiva in una zona circoscritta tra Albizzate e Cassano Magnago, si introduceva nottetempo nelle abitazioni di donne sole e di una certa età per violentarle
Un uomo
di origini marocchine, classe 1963, clandestino e gessista (in nero)
presso un’impresa edile, è stato arrestato dai Carabinieri di
Busto Arsizio con l’accusa di cinque violenze sessuali e di
resistenza a pubblico ufficiale. Le manette sono scattate a seguito
di una lunga e complessa indagine partita nel settembre scorso,
quando fu denunciato il primo di una serie di stupri nei quali un
uomo descritto come uno straniero si introduceva nel cuore della
notte in casa di donne sole e di mezza età, o ancora più
anziane (dai 48 agli 82 anni l’età delle vittime), per poi
aggredirle, picchiarle e stuprarle. Nove gli episodi denunciati, ma
il loro numero effettivo potrebbe essere ancora più alto – non
tutte le vittime potrebbero aver avuto il coraggio di denunciare
l’accaduto. L’ultima violenza sarebbe avvenuta la notte del 15 giugno
scorso.
I
Carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio e del Comando
provinciale di Varese, agli ordini rispettivamente del capitano
Giorgio Tommaseo e del maggiore Bartolomeo Catalano, hanno dovuto
lavorare sodo per mesi, disponendo appostamenti e pattuglie notturne
sia in divisa che in borghese nella circoscritta area in cui l’uomo
compiva i suoi misfatti. Fortunatamente non è stato difficile,
dopo i primi casi, iniziare a ricostruire un sommario identikit del
maniaco, un vero e proprio stupratore seriale che agiva ripetutamente
con le stesse modalità. Più di una delle vittime lo
aveva identificato con uno straniero, e un’altra lo aveva sentito
pronunciare più volte il nome "Said", dal che si era
desunto trattarsi di un nordafricano. L’aggressore si muoveva in
bicicletta – particolare notato da una donna aggredita una sera per
strada e che aveva opposto resistenza, al che l’uomo,
incredibilmente, si era scusato e le aveva perfino fatto il
baciamano! – . In alternativa pare si spostasse a piedi per strade
poco battute e campi coltivati, introducendosi quindi in casa delle
vittime attraverso tapparelle e vetri socchiusi per poi aggredire le
donne nel sonno, immobilizzarle e usare loro violenza. L’area in cui
sono avvenuti gli stupri era al confine tra i Comuni di Albizzate,
Cavaria con Premezzo, Jerago con Orago, Solbiate Arno, Oggiona con
Santo Stefano e Cassano Magnago.
L’arresto
è stato alla fine compiuto alle ore 6 di martedì 5
luglio nei pressi dell’abitazione dell’uomo a Oggiona con Santo
Stefano (ora si sta cercanbdo di risalire all’affittuariod
ell’appartamento in cui l’uomo, clandestino, viveva) , ed è
costato tre militari dell’Arma mandati in ospedale dall’uomo, che ha
opposto una resistenza feroce al fermo. In seguito sono stati i
Carabinieri-scienziati del Ris di Parma a dare conferma, in tempi
rapidissimi, della corrispondenza tra il Dna dell’uomo arrestato e
quello estratto dai campioni biologici prelevati sui luoghi di ben
cinque aggressioni. Lo stupratore, peraltro, era estremamente abile e
scaltro, e usava incerottarsi i polpastrelli per non lasciare
impronte, così come camminare con delle calze di cotone
durante le sue "arrampicate" in cerca di porte e finestre
non chiuse.
Dell’inchiesta
si sta occupando ora il pm Loredana Giglio, che insieme al
procuratore Dettori, al capitano Tommaseo e al maggiore Catalano ha
coordinato le complesse indagini concluse martedì mattina con
l’arresto dell’indiziato e le conferme scientifiche del Ris di Parma.
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