Alta velocità: viaggi in treno in italia più corti di un’ora
In Lombardia in quasi un treno su cinque all’ora di punta non c’è posto a sedere. milano attira pendolari da Varese (13%), Como (8%), Bergamo e Pavia (6%)
Un’ora in più per lavorare, ma anche per dormire, per parlare, per leggere, per divertirsi. E’ questo il risparmio medio per chi è diretto ad una altra metropoli italiana, grazie alla prossima entrata in esercizio dell’alta velocità lungo la dorsale Torino-Milano-Roma-Napoli. Pagando però in media 15 euro in più. Per andare a Roma ci vorranno 83 minuti in meno (e 31,5 euro in più); per Napoli il guadagno è di oltre 2 ore e mezza (con 37 euro di sovrapprezzo); mentre chi volesse andare a Torino, Venezia e Bologna potrà farlo in massimo 60 minuti. In Lombardia Milano Brescia passerà da 48 a 30 minuti (-38%, -18 minuti). Complessivamente, il sistema dell’Alta Velocità sarà interessato da 66,4 milioni di passeggeri l’anno (+47% rispetto alla rete storica), di cui oltre 6 via Milano. In un quarto dei casi (25%), i passeggeri dell’Alta Velocità proverranno da chi viaggia normalmente in macchina; e tra il 3-11% da chi viaggia in aereo.
Oggi in Lombardia del traffico di treni, l’81% dipende da motivi interni, il 14% da transito, il 5% da traffico in entrata o uscita, solo l’1% da traffico per aeroporti. La maggior parte del traffico interno (141.304 spostamenti su 227.917) è per raggiungere i capoluoghi dalle aree vicine. Tra i lombardi che si dirigono a Milano prevale chi arriva da Varese (13%); da Como (8%); da Bergamo e da Pavia (6%). Il risultato di questa elevata pressione, è che il 12,1% dei treni circolanti in un giorno lavorativo (18,8% se riferito all’ora di punta) è caratterizzato da un numero di posti offerti inferiore alla domanda di trasporto
Sono questi alcuni dati emersi oggi all’incontro dell’Osservatorio Ambiente e Infrastrutture della Camera di commercio di Milano, dal rapporto intermedio della ricerca “Analisi dell’impatto socio-economico del completamento delle grandi opere ferroviarie sulla città e sulla provincia di Milano” realizzata dalla Camera di commercio di Milano attraverso l’Università Carlo Cattaneo e il Gruppo CLAS.
«E’ oramai un fatto consolidato – ha commentato Massimo Sordi, vice presidente della Camera di commercio di Milano – che un adeguato sistema infrastrutturale è una condizione essenziale e necessaria per la competitività e la produttività di un territorio. Senza una rete di trasporti adeguata, infatti, si è come un gigante dai piedi di argilla. In questo senso, il miglioramento della accessibilità ferroviaria collocherà Milano e Lombardia al centro dell’Europa. Gli effetti del completamento delle grandi opere ferroviarie avranno un impatto a largo raggio: basti pensare al turismo, alle attività di servizio alle persone, alle attività a supporto delle merci. E ancora al mercato immobiliare e al mercato del lavoro. Ma non solo. Il miglioramento avrà anche una importante ricaduta sulla qualità della vita: risparmiare tempo nel viaggiare, infatti, ci permetterà di guadagnare più tempo da dedicare a noi e agli altri».
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