Centro dialetti: i fondi statali sotto esame in consiglio comunale

L'opposizione all'attacco sui 280.000 euro vincolati giunti da Roma per il centro di documentazione sui dialetti ospitato presso i Molini Marzoli

Il Centro di documentazione e coordinamento degli studi sulle lingue e parlate locali, dialetti, letterature e storie della Lombardia torna sotto esame in Consiglio comunale. Il Centro, ospitato fin dalla sua fondazione a Busto Arsizio, è stato infatti oggetto di breve ma vivace discussione sulla relativa variazione di bilancio votata nella seduta di consiglio di lunedì sera. La delibera non ha avuto vita facile, dal momento che l’opposizione di centrosinistra ha sparato ad alzo zero contro le modalità del finanziamento a tale istituzione.

In pratica da Roma sono giunti al Comune 280.000 euro vincolati all’impiego a favore del Centro. Con amara ironia Angelo Verga (Progressisti) ha fatto notare che lo Stato che versa al Comune fondi vincolati – facendoli così figurare come un "normale" trasferimento agli enti locali – è lo stesso che poi nega i soldi per gli arredi del nuovo Palazzo di Giustizia, terminato da un pezzo e tuttora inutilizzabile. Del resto, è di dominio pubblico che a Roma i rapporti con il più antiromano dei partiti sono considerati prioritari rispetto alle esigenze della magistratura. "E’ una vergogna" ha tuonato dai banchi del centrosinistra il consigliere Ruggiero, sempre in prima fila quando si parla di questioni finanziarie: "Fondi vincolati quando si poteva finanziare direttamente il centro da Roma… E poi il Comune non ha i soldi per dotare adeguatamente i servizi sociali!". Ancora Verga ha chiesto se i rendiconti finanziari cui il Centro dialetti è tenuto annualmente siano sempre stati effettuati, ricevendo risposta positiva dall’assessore Chierichetti. "Non solo", ha aggiunto l’assessore al Bilancio, "ma in taluni casi il centro ha speso meno di quanto poteva – di conseguenza non tutti i fondi annuali gli sono stati trasferiti". Il Centro, insomma, non solo non scialacqua denaro pubblico, ma soprattutto, ribadiscono dalla Giunta, non è destinato a rimanere un’iniziativa fine a se stessa: anche se dovesse mai chiudere, la convenzione con il Comune lo impegna a lasciargli il vasto patrimonio librario e documentale che si sta accumulando con il tempo. A conclusione del dibattito, il voto ha visto la maggioranza approvare la delibera, mentre l’opposizione ha votato contro.

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Pubblicato il 14 Settembre 2005
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