Le Regioni contro la Moratti: stop alla riforma

Si profila uno scontro alla Conferenza Stato Regioni sulla legge 53

Che non fosse una passeggiata lo si sapeva sin dalle prime batture. Per la Riforma Moratti, però, le complicazioni sembrano non avere mai fine.

Oggi si svolge la Conferenza Stato Regioni e, all’ordine del giorno, c’è proprio l’applicazione dei nuovi indirizzi in campo educativo. Il clima, però, è di quelli bellicosi: le Regioni hanno già alzato la voce dichiarando che non può esserci Riforma senza il chiarimento di alcune questioni fondamentali. Innanzitutto quali sono gli sbocchi professionali previsti per ogni percorso educativo,  quali certezze ci saranno a gennaio al momento dell’iscrizione ( gli istituti tecnici evolveranno in licei? quali tipi di licei? con quali caratteristiche?). Quali e quanti saranno i finanziamenti dell’intero sistema di cui mancano totalmente informazioni? Chi sarà responsabile del sistema: Regioni, come prevede la Costituzione, o Stato,  visto il silenzio in materia della Riforma?

Il decreto dovrebbe andare in Consiglio dei Ministri entro il 17 ottobre con una serie di approvazioni fondamentali che, attualmente, mancano completamente.

La sensazione, quindi, è che tutto slitti ulteriormente, almeno di un anno ( settembre 2007), dato che nella primavera prossima ci saranno le elezioni e si prospetta un semestre di immobilismo generalizzato. La Regione Piemonte ha già decretato che non si avvii alcun tipo di sperimentazione e tutte le altre istituzioni si sono dette pronte ad assumere iniziative analoghe se dovesse giungere un ordine da Roma.

Intanto nella scuola si vive nella più totale incertezza. Sopravvivono solo gli attuali licei il cui futuro è , più o meno, definito. Il resto della scuola naviga a vista.

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Pubblicato il 15 Settembre 2005
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