Taglio del nastro per il nuovo Pronto soccorso
Dopo la cerimonia di inaugurazione il trasloco dell’attività nella nuova sede: 1.450 metri quadrati con apparecchiature all'avanguardia
Dopo tre anni di lavori di ristrutturazione e ammodernamento è stato inaugurato questa mattina il nuovo Pronto soccorso dell’Ospedale di Saronno. Alla presenza di tutte le autorità civili, religiose e militari cittadine e di numerosi politici, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Busto Pietro Zoia ha consegnato ufficialmente il nuovo reparto operativo nelle mani di coloro che vi lavoreranno ogni giorno, rappresentati da un’emozionatissima Rina Tordiquinto, la caposala del Pronto soccorso, alla quale è spettato l’onore del taglio del nastro (nella foto). Nel pomeriggio, finiti i festeggiamenti è iniziato il non facile lavoro di trasferimento del Pronto soccorso nei nuovi spazi, con modalità studiate in modo da non interrompere mai il servizio, anche se qualche disagio e prolungati tempi di attesa saranno inevitabili.
La nuova struttura – moderna e tranquillizzante nel suo colore azzurro che domina arredi e apparecchiature – si estende su una superficie di 1.450 metri quadri, ed è collocata nel Padiglione rosso. Tutto al suo interno è nuovo di zecca: le apprecchiature, gli arredi e anche la logistica è stata studiata per garantire una migliore gestione tanto delle emergenze quanto dell’attività di routine del reparto.
Gli spazi interni sono divisi in quattro aree distinte.
L’area di accoglienza e accesso è dominata dal bancone del "triage" dove i pazienti in condizioni di camminare si rivolgono per esporre il problema che li ha condotti al Pronto soccorso e dove trovano le prime indicazioni da parte degli operatori. Chi arriva in condizioni di emergenza entra invece nella cosiddetta "camera calda dove ambulanze e vetture sostanzo per scaricare i pazienti. Un secondo spazio per il "triage" clinico, consente agli operatori di individuare meglio il codice (rosso, giallo, verde o bianco, secondo la gravità) da attribuire a ciascun paziente.
La seconda è l’area di piccola traumatologia e visite specialistiche: è composta da una sala d’attesa, dall’ambulatorio visite specialistiche, dall’ambulatorio piccola traumatologia, dalla Sala gessi e dalla Sala radiologica .
La terza è l’area di urgenza/emergenza: è dotata di un’ampia sala a comparti mobili (nella foto) con due accessi, uno per l’emergenza (codici rossi) e uno per le urgenze (codici gialli e verdi), dotata di attrezzature e monitor per garantire fino a cinque accessi contemporanei.
La quarta, infine, è l’area di osservazione ed astanteria: in questo ambito trovano posto i pazienti della area precedente durante il loro percorso diagnostico e terapeutico, suddivisi in diverse zone a seconda del tipo di patologia e di gravità.
Il tutto è supportato da locali di servizio e studi per il personale sanitario.
Una particolare attenzione è stata riservata ai bambini: per i pazienti in età pediatrica è stato infatti ricavato nelle adiacenze dell’area della piccola traumatologia, un locale di attesa strutturato in modo da isolare i piccoli dai percorsi ordinari del Pronto soccorso.
Il reparto è stato dotato di nuove apparecchiature ad alta tecnologia. C’è un nuovo sistema di monitoraggio multiparametrico in rete, montato su barre pensili mobili, con centralina in Pronto soccorso e collegamento con l’Unità coronarica e la rianimazione; ci sono nuovi defibrillatori bifasici-cardiostimolatori e un’apparecchiatura per la misurazione continua dell’anidride carbonica espirata, con attrezzature per la ventilazione non invasiva e altre sofisticate apparecchiature, tra cui un moderno sistema di videosorveglianza degli ambienti.
L’intervento, iniziato alla fine del 2002 con lo spostamento dell’attività negli adiacenti locali della rianimazione, è costato complessivamente un milione e 800mila euro tra opere murarie, arredi e apparecchiature, che sono stati finanziati direttamente o indirettamente dalla Regione Lombardia.
“Il nuovo Pronto Soccorso – ha sottolineato Zoia (nella foto) – è un passo concreto nell’iter di sviluppo dell’Ospedale di Saronno, struttura che è punto di riferimento per un territorio che contempla nel proprio bacino d’utenza con la provincia di Varese anche quelle di Milano e Como. Il trasferimento dell’attività nei nuovi spazi metterà a disposizione di pazienti e operatori anche ambienti con standard qualitativi elevati e adeguati dal punto di vista tecnologico, strutturale, organizzativo e della sicurezza. E questo nell’ambito di una filosofia gestionale che mette al centro il paziente ma anche i lavoratori”.
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