Con più personale, operazioni chirurgiche a ciclo continuo
Cgil, Cisl e Uil: per ridurre le liste d’attesa in chirurgia si aumentino le ore di lavoro ma anche il personale. L’azienda: "Discutiamone"
Dopo un confronto serrato, a tratti duro, nella tarda serata azienda ospedaliera di Varese e sindacati hanno trovato un accordo di massima su cui lavorare per il futuro delle sale chirurgiche.
La questione, sollevata la scorsa settimana da Varesenews, è incentrata sul carico di lavoro del personale di chirurgia, ormai ai limiti, e sulle lunghe liste d’attesa di pazienti, soprattutto per la Chirurgia 1 diretta dal professor Renzo Dionigi.
Per la richiesta del rinomato chirurgo di aumentare i suoi spazi operatori era scesa in campo persino la Regione che, nella persona del direttore generale Carlo Lucchina, aveva raccomandato al direttore Roberto Rotasperti di trovare una soluzione in tempi brevi.
Una raccomandazione che aveva sbalordito i rappresentanti sindacali impegnati in una trattativa per "normalizzare" gli orari di lavoro di strumentisti e infermieri del reparto.
Alla riunione di oggi erano presenti gli esponenti sindacali di Cgil Cisl e Uil e i vertici aziendali, il direttore sanitario Zenoni e quello amministrativo Tadiello.
"Siamo riusciti a trovare un terreno di confronto serio e costruttivo – ha commentato Manuela Vanoli della Cgil, parlando anche a nome di Cisl e Uil – Noi abbiamo chiesto di riportare i turni a livelli sostenibili ma, conoscendo perfettamente la delicatezza della situazione e le lunghe liste d’attesa delle due chirurgie, abbiamo avanzato una proposta. Il personale si è reso disponibile a rendere molto più operative le sale se l’azienda si impegnerà con un investimento molto forte. Abbiamo ventilato l’ipotesi di una sala operatoria attiva 24 ore al giorno entro sette o otto mesi, sempre che si riesca a trovare il personale sufficiente. Quando arriveranno i 48 infermieri europei si potrebbe investire in formazione mettendo queste persone in grado di sostenere l’attività di una sala operatoria".
In attesa, però, del grande cambiamento, i sindacati hanno chiesto che venga aumentato il personale strumentista almeno per alleggerire le reperibilità che, nell’arco di un mese sono addirittura il triplo di quelle previste dal contratto. Nei prossimo giorni dovrebbe già arrivare una strumentista, già operativa in una sala chirurgica di un altro reparto, che si è resa disponibile a fare alcune reperibilità. Entro fine anno dovrebbero arrivarne altre due, sempre interne all’azienda, che avrebbero fatto richiesta di operare in chirurgia: "La sala chirurgica dovrebbe lavorare fino alle 14 ma, con l’attuale carico di lavoro, la strumentista non riesce mai a staccare prima delle 17. Noi chiediamo che si ritorni ad un livello accettabile anche per la qualità del lavoro svolto".
La proposta appare plausibile anche all’azienda: "Sono un po’ scettico in merito alla sua realizzazione – spiega il direttore sanitario Stefano Zenoni – semplicemente perché reperire personale infermieristico è molto difficile. Ma la soluzione prospettata mi sembra positiva anche per il clima collaborativo che si è instaurato".
Entro sette/otto mesi dovrebbe partire il nuovo ospedale: nuove sale chirurgiche, nuovi posti letto ( da 550 a 750), nuovo personale. Qualche variazione ci sarà per forza.
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