Don Alberto e la conversione del palcoscenico

Il parroco di Sciarè ricorda gli esordi e traccia un bilancio di questi anni di impegni per la promozione della cultura

Un parroco particolare, non tanto per quello che dice, ma per la sua passione per il teatro. Don Alberto Dall’Orto, dal 1999 parroco di Sciarè, rione di Gallarate, da più di 35 anni si dedica anima e corpo al Teatro delle Arti, una delle più solide e vivaci realtà nel vasto panorama culturale gallaratese: «La passione – spiega don Alberto – è nata per caso, tanti anni fa. Nel 1964 ho messo in scena la prima rappresentazione scritta da me con la collaborazione di persone che mi sono state vicine, e da allora non ho mai smesso. Nel 1968 abbiamo organizzato la prima stagione teatrale al “delle Arti”, da 38 anni cerchiamo di puntare sulla qualità e sull’impegno civico, senza mai venir meno ai nostri principi base».

Don Alberto, nato a Giussano nel 1940 e trasferito a Gallarate nel 1964, ha sempre creduto molto nella forza del teatro, sia come collante per la comunità sia come metodo costruttivo di socializzare: «Uno dei punti forti della nostra esperienza – continua il parroco di Sciarè – è stata la scuola di teatro, che per anni ha raccolto intorno a sé insegnanti ed allievi. Oggi non c’è più, ma è stata un’esperienza sicuramente positiva».

Gettando uno sguardo sul passato, don Alberto Dall’Orto non può che fare un’analisi malinconica di quello che era e non è più: «Da noi sono venuti i più grandi attori contemporanei, da Fo a Gassman, da Giuffrè a De Filippo, compagnie di livello internazionale. Una volta c’erano un impegno civile e una qualità maggiore, inoltre nel passato riempivamo le sale e riuscivamo a contenere i costi, cosa oggi impensabile. Le compagnie pretendono sempre di più e la legislazione italiana è carente dal punto di vita dei sussidi alle associazioni come la nostra. Per 25 anni, fino al 1992, non abbiamo dovuto chiedere una lira a nessuno, oggi non riusciamo a pareggiare il bilancio nemmeno con l’aiuto e il patrocinio del Comune. Gli abbonamenti e gli spettatori poi sono in perenne calo, nonostante la qualità dei palinsesti, sempre all’altezza delle aspettative». Una mano la potrà forse dare il nuovo contenitore culturale che si sta affacciando su Gallarate, la “Fondazione culturale 1860 Gallarate città”, della quale Don Dall’Orto fa parte del consiglio di amministrazione: «Sarà un incentivo a fare bene, con alcuni rischi da calcolare e valutare. Con la ristrutturazione del Teatro Condominio e del Teatro del Popolo l’offerta sarà allargata, bisognerà che la Fondazione faccia da coordinatore e proponga soluzione utili per tutti, altrimenti non ce la possiamo fare».

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Pubblicato il 07 Ottobre 2005
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