Malpensa-Boffalora, un anno in più per il completamento
L'opera dovrebbe essere completa nell'ottobre 2007: problemi sono insorti per la rimozione di metanodotti ed oleodotti che attraversano il tracciato
La Malpensa-Boffalora (nella foto, una mappa del tracciato) prosegue, cantiere per cantiere, il suo lungo e complesso iter verso il completamento. Tuttavia non si potrà vederla aperta per la fine del 2006, come era stato promesso un anno fa; bisognerà attendere l’ottobre del 2007. A causare questo ritardo sul programma sarebbero stati, tra gli altri fattori, un metanodotto ed un oleodotto, rispettivamente di competenza di Snam e Sarcom, che le aziende stesse dovranno provvedere a rimuovere entro aprile 2006 dal tracciato dell’opera. Questa consterà alla fine di 18 chilometri e 600 metri di nastro d’asfalto a doppia carreggiata a due corsie, per l’80% in trincea, a profondità da tre a cinque metri sotto il livello della campagna, anche per minimizzare l’impatto sul paesaggio del Parco del Ticino. Ben 4.020 metri saranno in galleria artificiale sotto strade e ferrovie, garantendo inoltre corridoi ecologici per la fauna locale; anche il canale Villoresi sarà sottopassato in galleria, un’altro problema tecnico non da poco, giacchè i relativi lavori si possono compiere solo in autunno-inverno, a canale asciutto. Ad eseguire i lavori, fin dall’estate 2004, è la ditta Adanti di Bologna insieme al consorzio Ciro Menotti.
Oggi i giornalisti hanno potuto prendere visione dello stato di avanzamento lavori con un piccolo tour guidato partito dal Municipio di Lonate Pozzolo e che ha toccato il cantiere del viadotto sull’Arnetta, tra la superstrada per Malpensa e il depuratore di Sant’Antonino Ticino, quindi la variante-tangenziale di Vanzaghello, prima di approdare al cantiere-base di Castano Primo sud per la conferenza stampa conclusiva con il consigliere del CdA Anas Giuseppe Bonomi. Della piccola comitiva facevano parte, oltre a Bonomi e ai giornalisti, anche alcuni Sindaci dell’area Malpensa, tra cui quelli di Ferno e Somma Lombardo. «Il viadotto sull’Arno è a buon punto, anche se c’è ancora da bonificare l’area per la presenza di ordigni bellici (si tratta di una zona un tempo soggetta a servitù militare come campo di tiro, ndr); attualmente, nel complesso, il livello di avanzamento lavori è al 21-22% – ha riferito il direttore tecnico di cantiere, Gabriele Stagnani -. Secondo il programma reso pubblico un anno fa, e per il quale i lavori si dovevano completare entro il 2006, avremmo dovuto ormai essere al 50%, ma i problemi insorti hanno bloccato i lavori in alcuni punti critici».
Il consigliere Bonomi ha ripercorso la lunga gestazione della Malpensa-Boffalora: «Si cominciò a parlarne quando ancora il terminal 1 di Malpensa non era completo. Allora ero in Sea, e fu proprio Sea a dare una spinta decisiva perchè questa infrastruttura potesse partire. Poi vi fu la trafila dei progetti, e fu difficile trovare chi li finanziasse; per foruna si potè usufruire del decreto sulle infrastrutture dell’agosto 2003, che permetteva di assegnare appalti sulla base del principio di economicità, che include il costo ma anche i tempi e le varianti tecniche dei lavori». L’appalto fu assegnato alla Adanti per 117 milioni di euro, di cui oltre 4 in oneri per la sicurezza, su una base d’appalto di 164 milioni. «Quindi si dovettero ottenere i permessi dai Comuni – ha proseguito Bonomi – e la Regione impiegò tre anni per mercanteggiare con gli enti locali in materia di compensazioni economiche». Per Bonomi «troppo spesso in Italia il potere di veto locale sulle opere ha prevalso su quello di governo, in questo caso è accaduto per una volta il contrario e la superstrada è in via di realizzazione, nonostante obiezioni in taluni casi anche fondate. Ora come Anas potremmo anche valutare l’ipotesi di un premio di accelerazione all’impresa costruttrice, se riuscisse a concludere in tempi più rapidi rispetti a quelli attaulmente previsti». Il futuro prevede, dopo il completamento dell’opera, il suo collegamento alla Pedemontana tramite la variante della SS341; tuttavia di recente il Comune di Samarate ha bocciato il collegamento tra la 341 e la futura Pedemontana, complicando ulteriormente il quadro. Si conferma in ultima analisi che le grandi opere incontrano ostacoli di vario genere, politici, finanziari e tecnici, e che è ben difficile, anche con tutta la buona volontà possibile, rispettare i tempi previsti. Per quanto l’imprenditoria e la politica varesina siano sempre più impazienti di vedere risultati concreti, non resta che attendere.
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