Titoli di testa per “Un posto nel mondo”
Presentati a Filmstudio i quaranta giorni di cinema e documentazione sociale
Quaranta giornate, sei sezioni, decine di associazioni ed enti coinvolti. È imponente la quarta edizione di "Un posto nel mondo – Percorsi di cinema e documentazione sociale", la manifestazione che intende legare il mondo della pellicola con le realtà sensibili alle tematiche sociali.
La rassegna è stata presentata questa mattina, martedì 25, nei locali di Filmstudio ’90, l’associazione capofila di quelle che promuovono "Un posto nel mondo", alla presenza dell’assessore alla cultura del comune di Varese, Nicola Ottolini, e del direttore del Cesvov Maurizio Ampollini.
«Con questa rassegna vogliamo andare al di là della semplice visione dei film» ha spiegato Giulio Rossini (a sin. nella foto) di Filmstudio. «Credo che il cinema possa servire a concretizzare l’impegno profuso dalle associazioni di volontariato; il fatto che in molte abbiano risposto all’invito ed abbiano iniziato a collaborare con noi ci rendono soddisfatti». Rossini puntualizza alcuni aspetti organizzativi: «Mi piace inoltre sottolineare che tutte le proiezioni non saranno fini a sé stesse, ma saranno accompagnate da una presentazione o da un dibattito condotti da testimonial che ci caleranno nella realtà raccontata nella pellicola».
«"Un posto nel mondo" è un’iniziativa fondamentale per il nostro territorio» ha spiegato l’assessore uscente, suo malgrado, Enrico Ottolini (a destra). «In un momento storico in cui i modelli per i giovani sono le veline e i calciatori, in cui il dialogo tra le diverse generazioni va sempre più diminuendo, è necessario offrire valori più alti. La parte pubblica non si può chiamar fuori da questo discorso, peccato – ha detto riferendosi alla propria situazione personale – non poter continuare a svolgere il lavoro per il quale stavo gettando le basi».
Maurizio Ampollini (al centro) ha rappresentato, con il Cesvov, una delle realtà solidali più importanti presenti nel progetto. «Il lavoro preparatorio per questa rassegna è stato incredibile; sono arrivati parecchi spunti di riflessione e di dibattito. Grazie alla nostra rassegna potremo gustare pellicole che altrimenti non sarebbero mai arrivati nelle sale. Se poi il "terzo settore" ha creduto così tanto in questo lavoro significa che esiste realmente una "cultura di solidarietà" dove viene contestualizzata la voglia di fare del bene. Inoltre vorrei evidenziare che nel corso di "Un posto nel mondo" toccheremo problematiche concrete, vicine al territorio. Cito ad esempio il seminario del 30 novembre sul microcredito e l’economia solidale: questo è un problema più vicino di quanto non si pensi e tocca persone che vivono tra noi. Un ultimo aspetto importante e positivo riguarda il decentramento: oltre che a Varese si terranno incontri e proiezioni ad Angera, Azzate, Gallarate, Malnate e Tradate. La conferma di una vocazione policentrica di questa zona, che si raccoglie attorno al capoluogo ma sa anche distribuirsi nei centri circostanti».
"Un posto nel mondo" prenderà il via il prossimo 3 novembre con la proiezione di "La piccola Lola" al Castellani di Azzate, e proseguirà sino al 13 dicembre. Oltre ai film il programma prevede due workshop intitolati "Documentario, cooperazione e integrazione" (12 novembre, con Ignazio Oliva) e "Il documentario dall’ideazione alla realizzazione" (2 dicembre, con Renato Pugina e Pietro Bianchi).
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