Un’altra Varese è possibile
L'associazione Unaltralombardia interviene nel dibattito sul futuro della città
Una città è un progetto e una classe dirigente si costruisce attorno a quello. Per affrontare seriamente la crisi politica di Varese bisogna partire da qui!
Il dibattito sui singoli candidati (dotati di chissà quali virtù taumaturgiche) elude il problema e, nel migliore dei casi, può soltanto scaldare i cuori di ristrette tifoserie bisognose sempre di un capo.
Per affrontare seriamente i problemi della città occorrono idee e pratiche politiche nuove, progetti credibili e partecipati. La partecipazione è la leva primaria per ricreare fiducia e speranza nel futuro, per consentire alla società civile e ai partiti di compiere un passo in avanti, superando ogni pratica autoreferenziale e corporativa. Tanto più marcato è l’impegno in questa direzione tanto più credibile e forte sarà la scelta delle candidature, anche con il ricorso alle primarie.
All’insieme delle forze di centrosinistra si offre una opportunità straordinaria che sarebbe miope e irresponsabile sacrificare sull’altare dei vecchi riti della politica locale o per il prevalere di semplici calcoli di parte. Il risultato delle “primarie dell’Unione” conferma quanto sia forte e diffusa la domanda di partecipazione. Questa domanda merita di essere stimolata, raccolta e orientata in un percorso costruttivo sia nella definizione del progetto che nella selezione dei candidati, percorso in cui tutte le componenti della società varesina si sentano protagonisti.
Veniamo da otto anni di governo guidato (a detta dei sondaggisti) dal “sindaco più amato”, ma è sotto gli occhi di tutti la decadenza di una città stretta nella morsa di una crisi che non è solo istituzionale, ma nasce dal fallimento dell’idea di città e di governo della Lega e dei suoi alleati. La lunga stagione a predominio leghista ci consegna una Varese più piccola, impaurita e frustrata, assillata dai problemi di sempre aggravati o irrisolti. L’immagine della città è stata gravemente deformata dai luoghi comuni e dalle ossessioni propagate e alimentate dai suoi governanti.
Dopo il lungo periodo di navigazione a vista, il naufragio era inevitabile. Le dimissioni del Sindaco e la conseguente crisi politica non sono dunque un fulmine a cielo sereno, né possono essere fatte risalire a qualche episodio contingente. La crisi della maggioranza uscente si è infatti consumata per mesi in una battaglia interna senza esclusioni di colpi dentro e fuori le sedi istituzionali (nel solo primo semestre sono saltati ben sei consigli comunali per mancanza di numero legale). Le cause reali della litigiosità e della paralisi amministrativa prodotta dal centrodestra trovano una spiegazione plausibile nell’assenza di una visione comune e di un progetto condiviso oltre che nelle modalità gestionali personalistiche e autoritarie e nella subalternità ai poteri forti. Chi riduce la crisi a semplice incidente di percorso e si trastulla sugli scivoloni individuali dà prova di non cogliere la dimensione reale della crisi (e quindi non è in grado di fornire una alternativa credibile).
Per il bene della città è giunto il momento di operare per produrre cambiamenti profondi. ’è bisogno di mettere in campo un’altra idea di città. C’è bisogno di un progetto di governo realmente alternativo a quello perseguito dal centrodestra. C’è bisogno di saper ascoltare i cittadini le loro associazioni, il mondo del lavoro, le esperienze di solidarietà sociale e di valorizzazione dell’ambiente, i giovani.
La proposta di alternativa deve essere costruita facendo leva sulla partecipazione e l’impegno di quanti in questi anni non si sono mai arresi di fronte al leghismo e al berlusconismo, ma anche di coloro che pur avendo fornito il consenso a quelle forze sono ora consapevoli dei guasti prodotti e della necessità di realizzare una profonda correzione di rotta.
Associazioni, movimenti, partiti, singoli cittadini, possono ritrovarsi e concorrere alla costruzione di un nuovo progetto per Varese sperimentando nuove forme partecipative e modalità decisionali trasparenti e condivise. La crisi richiede uno sforzo di elaborazione e di proposte che può essere assicurato solo da una vasta mobilitazione di intelligenze, competenze, professionalità, soggetti sociali, accomunati dalla volontà di imprimere una svolta profonda nel governo cittadino, e non solo.
Mario Agostinelli
Paolo Cassani
Rocco Cordì
Claudio Mezzanzanica
Massimo Tafi
Pino Vanacore
Franco Zanellati
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