Squatter e antipapismo non aiutano la società democratica
Piazze che scottano tanto quanto i problemi che le hanno mobilitate, forti difficoltà per sindaci tosti come Cofferati, non disposto a fare sconti se viene messa in discussione la legalità. Non sono mancati eccessi da parte dei manifestanti e a Torino non si è persa l’occasione per contestare, in modi inaccettabili, anche la Chiesa.
L’episodio, che non ha goduto della grande ribalta mediatica, ha avuto come protagonisti gli squatters, gente che adottando o accettando questo appellativo si richiama ai pionieri nordamericani e australiani che si stabilivano su territori non ancora occupati. Non so se gli squatters torinesi conoscano la nobiltà del lavoro come i loro predecessori, ma in fatto di inciviltà non scherzano.
Durante una manifestazione hanno occupato una piazza dove c’è una chiesa che è storia religiosa ma anche artistica della città e davanti all’edificio hanno orinato a più riprese. Sui muri delle case non hanno poi fatto mancare scritte contro Benedetto XVI, definendolo nazista.
Quando Ratzinger venne eletto, negli ambienti della sinistra radicale in Italia e in una parte della stampa inglese da sempre ostile ai tedeschi, ci fu la corsa per etichettare il nuovo pontefice: “Il pastore tedesco”, “Il rottweiler di Dio” e via dicendo.
Papa Ratzinger oggi richiama a Roma molti più fedeli rispetto a Giovanni Paolo II, la gente lo ama per la sua semplicità e la sua dolcezza. Quanto all’intransigenza dogmatica certamente non va bene a chi vorrebbe un cristianesimo chewing gum.
E misurare comunque un papa solo con il metro della politica o dell’ideologia è fondamentalmente sbagliato.
Certamente la Chiesa, che non può essere estranea alla nostra società, in qualche modo “fa politica” e non devono stupire, anzi dai cristiani vanno accettate, le reazioni negative a fronte di indicazioni e valutazioni dei vescovi. La democrazia di uno stato laico è anche questo, è diritto di opinione, di critica e di scelte.
Una società progredisce se ha la cultura di un confronto ben lontano dai fondamentalismi e accoglie serenamente la volontà espressa democraticamente dalla maggioranza dei cittadini.
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