Aiuto, si parla di cultura!
Di fronte a un banchiere arrestato perché pare rubasse soldi anche ai morti, che foraggiava la politica, che ha avuto appoggi incondizionati dalle istituzioni; di fronte ad altri banchieri indagati perché inquinavano le regole del mercato, truffavano i risparmiatori nonché la concorrenza facendo scendere la credibilità dell’Italia nel mondo al livello delle carote; di fronte a tutto ciò, qual è la preoccupazione espressa con assillante nenia in queste ore dalla classe dirigente del paese? “Che non torni una nuova tangentopoli, che non torni la stagione delle manette!”. Ah, ecco. Il problema non sono i ladri, ma chi da loro la caccia. Tranquilli, una seconda tangentopoli non ci sarà per il più banale dei motivi: che non si è mai smesso di rubare.
CULTURE CLUB – Con lodevole iniziativa il centrosinistra varesino ha dedicato una serata a dialogare con gli operatori culturali della città e capire come orientare il programma politico in materia di arti e intrattenimento. Bella domanda, in una città dove negli ultimi hanno sono convissute mostre sui celti, cartelli in dialetto e serate dedicate all’incunabolo del ‘600 o a Sofonisba Anguissola. Dal nostro piccolo posto in curva sud ci permettiamo una considerazione: senza tanti voli pindarici ci piacerebbe che cinema, pittura, teatro, quel che volete voi ci aiutassero a comprendere meglio il mondo che ci gira intorno e i tempi che viviamo. Vorremmo insomma che la cultura ci parlasse della vita, intesa come adesso e ora. In un paese dove una minoranza di persone ha letto Buzzati o Calvino, non dovrebbe fare schifo una cultura anche un po’ divulgativa e senza puzza sotto il naso. Ne abbiamo bisogno. Per favore.
DASVIDANIA! – Chissà se i lettore dei post it, alla notizia che da oggi è aperta a Varese anche una chiesa di rito cristiano ortodosso in un appartamento di via Speri della Chiesa, hanno pensato la stessa cosa che abbiamo pensato noi peccatori e materialisti qui a bottega: dove diavolo sono finite tutte le pignolissime mene urbanistiche, igienico sanitarie, profilattiche, viabilistiche, paesaggistiche che da anni accompagnano la comparsa di ogni luogo di culto islamico? Sia chiaro: lunga, lunghissima vita alla comunità cristiano ortodossa di Varese, resa numerosa – immaginiamo – dall’arrivo a Varese di tante badanti russe o ucraine e portatrice di una secolare civiltà. Però da adesso in avanti, i veti amministrativi che vengono frapposti ai musulmani diventano un po’ più speciosi.
LA BUONA TERRA – Prima o poi occorreva dirlo: i veri ambientalisti, almeno dalle nostre parti, sono i contadini e le associazioni che li guidano. Viene da chiedersi cosa sarebbe l’ambiente in cui viviamo se un ristretto gruppo di “sioux” non si ostinasse ad allevare mucche, piantare ortaggi, imbottigliare vino o tener puliti i boschi. A Varese, in questi anni, la tenacia degli agricoltori ha ricevuto significativi riconoscimenti, dal marchio d’origine per il vino a quello per i formaggi. E soprattutto ha convinto più d’uno a investire i risparmi di una vita in qualche filare di frutta. Cin cin anche a loro.
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