Da internet ai documentari per “scoprire” i musei
Sono state presentate le iniziative per il marketing territoriale dedicate al circuito museale della Valcuvia
«Il circuito museale non è una struttura che promuove il territorio, ma parte dal territorio per la promozione dei musei». Con queste parole l’assessore alla cultura della Comunità Montana della Valcuvia Giuseppe Barra ha riassunto il lavoro svolto in questi ultimi due anni sui sette musei del circuito della Valcuvia: il paese di Arcumeggia, il museo Salvini, i musei civici Alfredo Binda di Cittiglio e quello Floriano Bodini di Gemonio, il Museo della ceramica di Cerro di Laveno, The American Southwest Museum di Cavona e il Chiostro di Voltorre.
Ieri sera, 12 dicembre, sono state presentate una serie di iniziative allo scopo di rinnovare l’interesse per il patrimonio artistico della Valcuvia. Attualmente è disponibile un cofanetto guida, con schede e giochi, il sito internet ed una videocassetta promozionale.
Per la nuova strategia di marketing territoriale sui musei della Valcuvia il lavoro è iniziato nel 2003, collaborando con le scuole della zona e con il Liceo artistico di Varese per la realizzazione del totem espositivo (nella foto) di materiale informativo all’interno dei musei.
Annachiara Cavallone, che ha collaborato alla realizzazione del cofanetto guida, ha espresso la volontà di non realizzare sette guide indipendenti per ognuno dei musei, ma di creare un percorso in cui inserire i musei. Lo scopo del lavoro è, in fatti, quello di valorizzare il rapporto tra le singole realtà ed il territorio della Valcuvia. Paola Zarini ha invece ideato il gioco dell’oca, inserito nel cofanetto, e ne ha realizzato i disegni. Si vuole, in questo modo, avvicinare i bambini alla conoscenza della propria terra e del dialetto in maniera divertente ed inusuale.
Il Presidente di Comunità Montana Marco Magrini, nel discorso introduttivo, ha sottolineato i grossi risultati raggiunti dalla Valcuvia nella promozione del territorio ed ha rinnovato la volontà di continuare in questo senso, cercando anche di ottenere riconoscimenti istituzionali.
Il professor Luigi Zanzi, dopo una lunga introduzione sulle radici celtiche del varesotto, ha ricordato l’importanza strategica della Valcuvia all’interno della regione insubrica, che finalmente si sta affermando come un territorio con caratteristiche climatiche e naturalistiche proprie. Il professor Zanzi si è rallegrato della riscoperta del territorio nelle politiche culturali, sottolineando che la valorizzazione del paesaggio e delle peculiarità artistiche è importante anche dal punto di vista turistico, per contrastare la tendenza a creare luoghi di villeggiatura sempre più uguali gli uni agli altri: dei non luoghi per viaggiare trovandosi sempre nello stesso albergo con gli stessi negozi.
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