I laureati sono in crescita. Esponenziale!

I dati Istat drelativi al 2001 sono destinati a cambiare rapidamente. Questa è la convinzione di chi opera nei due atenei della provincia

«Sono dati che lasciano il tempo che trovano. Che descrivono un’Italia falsata, soprattutto che non considerano dove stiamo andando». Antonio Colombo, amministratore delegato dell’università Liuc, boccia senza possibilità di recupero i dati statistici pubblicati nei giorni scorsi e che vedono fonte l’Istat: «Tra gli italiani ci sono anche gli anziani, che hanno studiato in un contesto completamente diverso da quello degli ultimi anni. L’indagine è ferma al 2001, ma dopo quella data abbiamo avuto una vera e propria rivoluzione: con l’introduzione del sistema 3 + 2 si sono create condizioni per rendere più accessibile agli studenti il percorso formativo accademico».
Per Antonio Colombo le innovazioni introdotte pongono i laureati italiani nelle stesso condizioni dei collegi stranieri: «Un tempo i nostri laureati si ritrovavano ad un livello analogo dei concorrenti degli altri paesi ma con alcuni anni in più e un livello culturale più elevato. Oggi, la laurea breve permette percorsi più in linea con gli standard internaizonali a cui, poi, si possono aggiungere altri due anni di specializzazione. Tra qualche anno vedremo statistiche completamente diverse».

«Oggi l’accesso all’università è agevolato dalla riforma – spiega il rettore della Liuc Gianfranco Rebora – Magari il percorso più breve ha abbassato il livello di preparazione culturale ma sicuramente offre numerosi vantaggi ai ragazzi. Il sistema è perfettibile: va trovata una via di mezzo per mantenere il livello qualitativo che veniva riconosciuto al nostro sistema, pur accorciando il percorso formativo».

Che l’accesso al mondo accademico stia crescendo è convinta anche la professoressa Laura Castelvetri, delegata del Rettore dell’Insubria all’Orientamento: «Oggi si assiste ad una maggiore aspirazione dei diplomati a proseguire negli studi universitari. L’accesso più ampio comporta un abbassamento del livello di cultura: il calo è, per così dire, fisiologico. I ragazzi escono dalle superiori e perdono sempre più o meno un anno per capire il nuovo sistema, anche se la riforma ha reso automatico il sistema, quasi incalzante. Nel futuro le statistiche dimostreranno che il numero degli studenti universitari è in deciso aumento, così come il numero dei laureati, almeno in possesso del diploma breve. Tanti, comunque proseguono anche con la magistrale, ma sono quelli particolarmente motivati».

 

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Pubblicato il 07 Dicembre 2005
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