Blocco del traffico, valori di Pm10 ancora troppo alti
Nonostante il fermo delle auto, superato anche sabato pomeriggio il limite dei 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo
Il blocco del traffico di sabato ha regalato ai bustocchi una giornata insolitamente tranquilla e silenziosa in buona parte della città. In quello che è usualmente un giorno della settimana ancora più frenetico degli altri, in cui si scatena lo shopping, il contestato provvedimento ha inchiodato a casa decine di migliaia di persone, ma non è riuscito ad inchiodare a terra le famigerate polveri sottili o Pm10. Il particolato, secondo quanto riferisce l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa) è diminuito di un 8% nelle zone interessate dal blocco, aumentando viceversa di quasi il 20% nelle zone in cui il fermo delle automobili non si applicava.
Andando ad analizzare nel dettaglio i dati rilasciati dalla centralina Arpa di Borsano di Busto Arsizio (Accam – viale Toscana; indisponibili i dati della centralina di via Magenta), si nota che i valori delle polveri sottili sono scesi sotto il limite di legge dei 50 microgrammi per metro cubo solo una volta nella giornata dell’Epifania, mentre il blocco sembra avere esercitato effetti positivi nella sola mattinata di sabato 7 gennaio. Già nel pomeriggio di sabato si sforavano i limiti, con concentrazioni che andavano dai 53,6 microgrammi/mc delle ore 14 fino agli 86 microgrami/mc alle 18, a blocco appena concluso. In compenso, i valori di polveri riscontrati nelle sere del 6 e del 7 erano molto elevati, arrivando a toccare i 161.7 microgrammi alle 22 di venerdì 6 gennaio e i 140,6 microgrammi ventiquattr’ore dopo, la sera di sabato: e si tratta di dati che fanno riflettere.
I fattori che influenzano la concentrazione di polveri sono i riscaldamenti delle abitazioni – soprattutto quelli a gasolio – , le emissioni di particolato dei motori e il rotolamento degli pneumatici sull’asfalto. Gli ultimi due fattori, in giornate di traffico ridotto, dovrebbero essere molto limitati. Viale Toscana, tuttavia, era escluso dal blocco del traffico in quanto tratto urbano di strada provinciale. Ma vi è un altro fattore, di tipo climatologico, che rende aleatoria qualsiasi soluzione rapida al problema: la Pianura Padana è in assoluto uno dei luoghi più stabilmente inquinati della Terra, nonostante gli sforzi in senso contrario, a causa della sua situazione geografica. Chiusa da montagne su tre lati, raramente percorsa dal vento, più spesso sottoposta – soprattutto in inverno ed estate – ad alte pressioni stabili che schiacciano a terra gli inquinanti, dotata di un regime di precipitazioni insufficiente (600-800 millimetri l’anno, dato degno di una steppa asiatica), difficilmente può liberarsi dalla cappa di smog che l’avvolge. Di conseguenza, non resta che sperare nella pioggia o in una giornata di foehn. Pioggia che, almeno secondo il Centro geofisico Prealpino di Campo dei Fiori, non arriverà. Almeno fino a venerdì la situazione resterà invariata e il sito del professor Furia annuncia che le condizioni sono favorevoli proprio all’accumulo degli inquinanti al suolo.
In queste condizioni i blocchi programmati del traffico, già percepiti con fastidio dai cittadini, somigliano sempre più ad un palliativo; ancor più quando vengono infarciti di eccezioni e ridotti nell’orario.
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