La Margherita sceglie Paolo Rossi
Oltre duecento iscritti hanno votato per esprimere il candidato che correrà alle politiche. Ora la parola passa a Milano e Roma
"La Margherita non è un partito che perde i petali". Un punto su cui tutti i leader hanno battuto. "Non esiste alcuna spaccatura. Il nostro partito è compatto e siamo orgogliosi di esser qui ad eleggere il nostro candidato".
Chiuse le polemiche con quanti volevano vedere nel partito di Rossi, Alfieri e Radice un luogo di lotte intestine, gli oltre duecento militanti accorsi all’assemblea provinciale hanno potuto ascoltare le loro relazioni dopo una lunga introduzione di Giuseppe Adamoli.
"La Margherita è un partito moderno, post-ideologico. Abbiamo la forza per vincere e per attirare i giovani alla politica perché questo avviene solo grazie a una grande passione, che è quella che ha animato noi tanti anni fa."
Paolo Rossi ha svolto una lunga relazione partendo dalla situazione nazionale per poi sferrare un duro attacco ai partiti del centro destra. "Hanno governato per anni e adesso avevano le stesse maggioranze da Varese a Roma e cosa hanno portato al nostro territorio? Niente, salvo qualche rara eccezione, hanno solo fatto ordinaria amministrazione. Questo non basta a garantirci un cambiamento, ma la Margherita, con tutto il centrosinistra è pronta a governare". Quanto alle elezioni politiche Rossi ha ringraziato quanti lo hanno appoggiato nella sua candidatura. "Comunque vada il mio mandato di coordinatore provinciale è giunto al termine. Dobbiamo favorire un ricambio".
Luca Radice ha spiegato le ragioni della sua candidatura. "Sono orgoglioso di stare nella Margherita. Oggi è un giorno di grande festa e di grande confronto democratico. Il nostro è un partito compatto e ho scelto di mettermi a disposizione per tre ragioni: la prima è legata al territorio dove vivo. Credo di poter meglio rappresentare il sud della provincia, la seconda è il mio percorso fortemente ulivista che bene si coniuga con la scelta verso il partito democratico e la terza è legata proprio al mio attaccamento al partito per cui ho svolto e svolgo un lavoro al fianco di Paolo da quando sono vice coordinatore provinciale".
Alessandro Alfieri, portavoce dell’Ulivo a Varese, ha deciso di lasciare il campo appoggiando con forza la candidatura di Paolo Rossi. "Votare oggi non significa spaccarsi. Non me ne voglia Luca, ho deciso di sostenere Paolo perché abbiamo bisogno di sostenere con forza il nostro candidato. Il dibattito politico nazionale oggi è stucchevole. La gente vorrebbe parlare dei problemi reali. Anche intorno alla questione del partito democratico, questo deve essere uno strumento e non il fine del nostro lavoro, stiamo attenti a non farne un feticcio".
Al termine del dibattito i militanti hanno votato e Paolo Rossi è stato scelto da 150 persone, Luca Radice da 47. Solo otto le schede nulle o bianche.
Adesso la parola passa a Milano e poi in maniera definitiva a Roma. La grande occasione per Paolo Rossi è quindi legata alla forza di negoziare della nostra provincia. E poi alle scelte degli elettori.
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