Occorre uno statuto speciale per la Regio Insubrica

La Regione a cavallo dei laghi incarna il sogno leghista di essere come il Ticino

Per funzionare la Regio Insubrica deve diventare una regione a statuto speciale. La Lega Nord si interroga sul futuro di questa entità che non è più solo una realtà economica con i suoi 2,5 milioni di abitanti e i suoi 70 miliardi di Pil ma anche un territorio che si vuole dotare di una sua politica autonoma per superare il centralismo romano. Ne hanno parlato il sottosegretario Roberto Cota in compagnia del presidente di turno della Regio Marco Reguzzoni, il presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni, il sindaco di Novara Massimo Giordano e il responsabile per le politiche dei frontalieri Massimo Zanini in una tavola rotonda all’interno della settima festa nazionale del Carroccio.

Una sala quasi piena ha ascoltato le parole di Reguzzoni che ha sottolineato la difficoltà di operare anche nelle cose più semplici a causa della dispersione delle competenze e della cappa dello stato:«Prendete per esempio la strada provinciale 2 che collega Busto all’A8 e che è divisa pezzo per pezzo tra comuni, provincia, Anas – ha detto il presidente – gli Svizzeri, quando gli ho raccontato questa storia sono rimasti increduli». Proprio l’esempio con il federalismo svizzero e con i grandi poteri del Canton Ticino è stato il filo conduttore. «Cattaneo per restare federalista è dovuto scappare in Svizzera – ha detto Reguzzoni – spero che non dovremo farlo anche noi». Il sindaco di Novara Giordano ha invece sottolineato come la devolution e il federalismo fiscale siano state solo le prime di molte altre «spallate» allo stato centralista.

 Zanini ha, invece, analizzato le differenze tra Italia e Svizzera sulle politiche del lavoro e sull’economia:«In Svizzera stanno facendo la Nuova trasversale ferroviaria alpina ad alta velocità – ha detto Zanini – e noi dovremmo prendere quest’occasione di sviluppo al volo». Carioni ha polemizzato contro le autostrade e le società che oggi le posseggono solo per ricavarne profitto: «Questi privati non hanno interesse nel costruire nuovi raccordi – ha detto il presidente provinciale in prima linea con Reguzzoni per la Varese-Como – altrimenti poi perderebbero utenza ai caselli». Secondo Carioni la maggioranza della proprietà deve rimanere in mano pubblica per avere un buon servizio.

Reguzzoni ha dato man forte a Carioni attaccando Anas sull’eterna questione Pedemontana:«Questa società ha fatto lievitare i lavori a 3.500 euro al metro quadro – ha detto Reguzzoni – neanche questa sala è costata tanto». Per poter decollare, secondo la Lega, la Regio Insubrica dovrà quindi necessariamente togliersi di dosso parecchi fardelli burocratici e poter finalmente decidere di contare politicamente.

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Pubblicato il 23 Gennaio 2006
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