“Troppo potere fa male alla democrazia”
Il commissario Sergio Porena dopo aver preso molti provvedimenti traccia un primo bilancio della sua attività
Ha aperto i dormitori ai cittadini non residenti. Ha stanziato fondi per i luoghi di culto. Ha gestito l’emergenza del piano parcheggi dell’ospedale. Ha preso provvedimenti in materia di inquinamento. Ha riportato un clima di serenità all’interno degli uffici comunali.
E chiudiamo qui un elenco che potrebbe continuare a lungo.
In solo due mesi Sergio Porena si è distinto per sensibilità e concretezza.
«Ho il vantaggio di poter essere sopra le parti e quindi di poter affrontare le questioni in modo pragmatico». Il commissario di Varese si schermisce. «Ho solo fatto il mio dovere con buon senso e grazie alla lunga esperienza nell’amministrazione pubblica».
Quanto sta vivendo Varese in qualche modo non è una sconfitta della politica?
«No! Io credo fermamente alla democrazia e questa non può prevedere tutti i poteri racchiusi in una sola persona. Il commissariamento è un trauma per le amministrazioni. È una frattura tra i cittadini e gli organi amministrativi. Proprio per superare questa frattura occorre lavorare per riportare tutto nell’alveo naturale e quindi occorre passare da un periodo di pausa. Anche in questo periodo intrattengo rapporti con tutte le forze politiche perché spetta a loro scegliere chi guiderà la città. Il dialogo è indispensabile».
Come ha trovato il lavoro degli uffici comunali?
«C’è un buon gruppo di lavoro. Partecipa e ha il senso del dovere verso la cittadinanza. Ho cercato di dar loro tranquillità e di far capire l’importanza del loro lavoro. C’è una collaborazione positiva con i dirigenti e gli uffici».
Molte scelte che lei ha fatto in queste prime settimane nella nostra città denotano una certa sensibilità, qual è stata la sua formazione?
«Ho tanti anni di carriera prefettizia e ho fatto il commissario in diverse amministrazioni. Conosco bene Varese perché ci ho lavorato proprio come prefetto. Questa è una bella città e mi ha fatto piacere tornarci. Affronto i problemi con buon senso. Non ho altri meriti. Come si fa a non aprire i dormitori con questo freddo? Quanto all’inquinamento, chiedo scusa ai cittadini per alcuni disagi arrecati, ma penso sia per il bene di tutti provare a usare meno l’auto. Sono un cittadino e vivo come tutti quindi so che decidere una cosa così delicata da un giorno all’latro ha creato problemi, però alcuni risultati si vedono».
Come vive in questo periodo?
«Vivo a Vicenza anche se ho mantenuto molti rapporti con la mia città natale Roma dove vive mia figlia. Vengo a Varese per tre quattro giorni e mi appoggio a casa di amici o in albergo».
Quali sono le priorità della città?
«Non sono tante, ma non voglio invadere il campo perché il mio compito è quello legato alla gestione ordinaria. Saranno le forze politiche a definire programmi e priorità. Comunque posso dire che la situazione è tranquilla non ci sono particolari ragioni di tensione»
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