Varese amica dei bambini…senza convinzione
Pubblicato il rapporto "Ecosistema bambino 2006" di Legambiente. Il capoluogo si colloca nuovamente tra i "discreti" al 36° posto
Un bel discreto in pagella. Ma per Varese il risultato lascia un po’ l’amaro in bocca. Nella classifica Ecosistema bambino 2006 stilata, per il nono anno consecutivo, da Legambiente il comune, infatti, scende dal 19° al 36° posto.
Dopo le disastrose performance degli anni passati, il comune prealpino conferma la sua tenuta, pur perdendo 17 posizioni davanti a Pavia, Como, Bergamo e Lodi, e dietro a Mantova, Brescia e Sondrio. Varese ha ottenuto il punteggio di 70,25 contro gli 88 di Ravenna prima classificata.
Nelle primissime posizioni appaiono Ravenna, appunto, Pesaro, al secondo posto per ilm secondo anno consecutivo, e Parma insieme a Torino. Subito dopo – nel gruppo delle buone – Firenze, Pistoia, Ferrara, Siena, Piacenza, Ancona.
Ma cosa ha fatto Varese per meritarsi questo giudizio? Una serie di iniziative inserite nel Piano del Diritto allo Studio. Tante idee per favorire l’incontro dei bambini con chi amministra il territorio, come il progetto “Il Governo dei Giovani” avviato due anni fa e che si concluderà a giugno. Si tratta di un percorso di avvicinamento tra i bambini delle scuole dell’infanzia e di quella primaria con le cariche istituzionali cittadine. Inoltre è stata avviata una progettazione per coinvolgere i bambini nella definizione della “Varese che verrà”.
C’è persino una rivista tutta dedicata ai più piccoli, e ci sono mostre, punti informativi, eventi studiati per un target giovanissimo. Insomma una serie di iniziative che hanno coinvinto Luciano Ventura e collaboratori, curatori dell’indagine, a dare a Varese un voto incoraggiante: «L’importante è che queste iniziative vengano sostenute per riuscire ad arrivare all’obiettivo di sensibilizzare le città sulle esigenze di una fetta di popolazione troppo spesso trascurata». Ad incidere negativamente sul giudizio la mancanza a Varese di percorsi formativi per adulti sul tema dell’infanzia.
A livello nazionale, comunque, le città più attente si trovano soprattutto nel centro Italia: in Toscana, in Emilia, nelle Marche. Uniche eccezioni a questa continuità territoriale le settentrionali Genova e, come detto, Torino insieme alla meridionale Caltanissetta.
Rimane largamente deficitaria buona parte del Meridione: in particolare spicca la Calabria (Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia sono insufficienti, Reggio Calabria fornisce pochi elementi per una valutazione).
Brillano infine, ma per la loro assenza, Milano che non ha fornito nessun dato a Legambiente così come Taranto e Venezia. Era quello che avevano fatto negli anni passati anche città come Bologna e Palermo che invece oggi tornano in classifica con performance discrete.![]()
Il rapporto di Legambiente Ecosistema Bambino 2006 è frutto delle risposte fornite dalle amministrazioni comunali a un questionario redatto dall’associazione che valuta le forme di partecipazione avviate per favorire un ruolo attivo dei bambini nella città, le strutture dedicate alle politiche per l’infanzia, il rapporto di collaborazione tra amministrazione comunale e associazioni no profit, i servizi e le iniziative di aggregazione e di animazione culturale. Solo ed esclusivamente per le città della calza, vengono consegnate caramelle per la qualità delle iniziative realizzate per i giovanissimi. La prima fascia, corrispondente all’ottimo, è vuota perché non esiste, oggi, nessuna città veramente a misura di bambino.
Il quadro disegnato quest’anno dal dossier (i dati sono relativi al 2004), tra sali e scendi, evidenzia un ampio divario tra “chi fa” e chi “non fa”, con un sensibile aumento tuttavia dei comuni che danno importanza ai ragazzi, rispetto all’andamento degli anni precedenti: sono infatti 12 i capoluoghi in posizione medio–alta e ben 31 quelli che arrivano a discreto.
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