Posti letto all’ospedale, una penosa bugia
Non è stato nessun emulo del mago Silvan a far sparire 120 posti letto del nuovo monoblocco dell’ospedale perchè tanti erano di fatto nel momento in cui venne progettato: all’opinione pubblica fu data e ribadita nel tempo una informazione errata, cioè il nuovo ospedale oltre a essere il massimo sotto il profilo tecnologico avrebbe messo a disposizione dei cittadini ben 750 posti letto: come a dire varesini non avrete più problemi.
Sino all’ultimo si è lasciata in vita la penosa bugia, c’è voluto l’arrivo di un nuovo direttore responsabile a Varese e di un nuovo assessore al Pirellone perché la verità emergesse, perché la popolazione avesse conferma della correttezza delle proteste dell’Università, perché si sapesse che i posti letto del Del Ponte rientravano nella quota spettante a Varese e quindi la nostra realtà ospedaliera non sarebbe mai cresciuta più di tanto.
Il nuovo direttore dell’ ospedale si sarebbe però risparmiato il garbato ammaestramento al popolo bosino se avesse conosciuto a fondo le vicende del “Circolo”: per esempio quando egli lo rassicura sulle tecnologie probabilmente non sa che la previsione di investimento era doppia,di 63 milioni; non sa che qui da noi non esiste la democrazia della comunicazione vera, quella che fa anche accettare alla gente variazioni di obiettivi per causa di forza maggiore; o che spiega, per il tramite di atti pubblici, le nomine dei primari. Nessuno è perfetto, ma si è credibili quando amministrando un bene pubblico, findamentale nel caso della sanità, si è più chiari della luce del sole. Bene pubblico, cioè di tutti, non di un partito o di una maggioranza.
A Varese a volte si contesta all’Università piani di egemonia ospedaliera. Quando il direttore Pampari si sarà ben documentato non avrà difficoltà a constatare che a farsi del male è soprattutto lo stesso ospedale. Dove comanda mamma politica, incline agli egoismi. Che sono nemici della cultura della salute.
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