Il cibo? Deve essere buono, pulito e giusto. Parola di Slow Food
Sabato 29 aprile il Congresso provinciale dell’Associazione che a Varese conta trecento affiliati
E’ in nome di queste parole del fondatore Carlo Petrini che le condotte varesine di Slow Food si stanno preparando al congresso provinciale in programma per sabato 29 aprile.
Un’associazione, quella di Slow Food, che in vent’anni di storia è riuscita ad attribuire alla gastronomia dignità scientifica – elevandola al rango di Università – e che oggi guarda alla “pulizia” del cibo, ossia alla provenienza delle materie prime da produzioni tradizionali. A spiegare questo passaggio dal piatto al contesto è Ivan Rovetta (in foto), rappresentante varesino dell’Associazione, secondo cui «oggi Slow Food guarda alle comunità di cibo, ossia quei contadini e quegli agricoltori che producono ancora in modo tradizionale. Queste comunità potrebbero diventare delle vere e proprie comunità di destino, per veicolare lo sviluppo del pianeta verso la sostenibilità. Certo, per far questo – ha continuato Rovetta – è necessario mettere in rete le esperienze e aprire un canale di dialogo tra il sapere scientifico e la cultura tradizionale, coinvolgendo anche gli chef».
Proprio da questo intento nasce l’impegno congressuale di Slow Food, che a Varese ha visto raddoppiare gli iscritti nel giro di due anni e che oggi può contare su 300 affiliati e due condotte. Numerose le attività portate avanti dall’Associazione: dai laboratori del gusto nelle scuole ai Master of Food per gli adulti. Dagli orti scolastici in cui i bambini apprendono le ricette tradizionali e imparano l’arte del contadino, alla sempre più proficua collaborazione con l’Università dell’Insubria.
«La nostra Università è particolarmente sensibile alle tematiche che ci stanno a cuore. Ecco perché al Congresso di sabato interverrà Enzo Vaccari, docente dell’Università varesina e presidente del Centro di Ricerca di cultura materiale sulla pesca. Grazie a questa sensibilità porteremo l’Università di Varese a Terra Madre, il nostro maggiore congresso, che si svolgerà a giugno a San Remo e l’anno prossimo in Messico». Nelle parole di Rovetta, non mancano neanche progetti per il futuro come «Movimento di Città Slow, che vuole premiare le città per la loro sostenibilità, o l’idea di istituire un premio tutto varesino a chi si distingue per la propria sensibilità alle tematiche per cui ci battiamo».
Per chi ne volesse sapere di più l’appuntamento è per sabato alle 14.30 al Collegio De Filippi a Varese. Ad aprire i lavori la relazione del segretario nazionale Silvio Barbero, per poi proseguire con gli interventi di soci e invitati tra cui amministratori pubblici, rappresentanti del mondo associativo, delle università e di operatori del settore agro-alimentare. A seguire l’elezione dei delegati al Congresso regionale, dei fiduciari e i delegati delle due condotte varesine (Varese e Gallarate-Busto). E per finire, come nelle migliori delle tradizioni, buffet con cibi e vini del nostro territorio.
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