Il giovane bikini compie sessant’anni
L'ha inventato un ingegnere parigino nel 1946: allora era un capo scandaloso, ora è il "costume" per antonomasia
E’ stato sogno erotico indossabile giusto dalle spogliarelliste, ora è il costume delle ragazze che semplicemente vogliono “prendere il sole” : il costume a due pezzi, noto ormai in tutto il mondo come bikini, compie quest’anno sessant’anni, ed è ancora pienamente sulla cresta dell’onda.
Inventato da un ingegnere parigino nel 1946, tale Louis Reard (che lo diede alla luce, per la precisione, il 5 di luglio) il due pezzi prese il nome di Bikini per quelli che l’ingegnere preconizzava come gli effetti esplosivi dell’indumento: Bikini è infatti un atollo nelle Isole Marshall, nel quale negli stessi anni gli Stati Uniti conducevano test nucleari.
Il modello di Reard non era però che un Atome ancora più piccolo: dove per Atome si intende il modello di costume da bagno che due mesi prima era stato commercializzato come il più piccolo del mondo. Un primato durato molto poco, soppiantato dall’invenzione di Reard, che aveva inventato un modello così nuovo e così provocante che all’inizio nessuno voleva indossarlo. Tant’è che l’unica modella all’inizio è stata Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris.
Ci vollero parecchi anni perché il bikini diventasse un indumento accettato socialmente: e una bella spallata la diede il bikini di Brigitte Bardot nel film “E Dio creò la donna” dell’allora suo compagno Roger Vadim: fu dopo quel film che si creò un mercato per quell’indumento oltre che in Europa anche nei più puritani Stati uniti. Da allora, la sua fortuna fu segnata dalle apparizioni cinematografiche: indimenticabili, in particolare, il bikini di Ursula Andress prima Bond Girl della storia nel 1962 con "007: licenza di uccidere" a fianco di Sean Connery, che ha spopolato negli anni sessanta, ha avuto l’onore di un remake (Halle Berry nel film di James Bond da lei interpretato nel 2002 "007- La morte può attendere" ne indossava infatti una perfetta copia) ed è stato venduto all’asta per 58mila euro da Chiristie’s l’anno scorso. Ma va ricordato anche il modello "da sioux" di Bo Derek, che nel 1979 la rese famosissima con il film “10”.
Per carica provocatoria ora il due pezzi è stato soppiantato dai monokini e dai tanga, che “rinunciano” al pezzo che copre il seno: il bikini così è diventato così il costume più pratico – e non più scandaloso – da portare al mare, consegnandogli una vita lunghissima nel guardaroba femminile.
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