La Ue archivia il reclamo, i comitati non ci stanno
Unicomal e CoVest criticano la scelta della Commissione europea e annunciano nuove manovre legali
Riceviamo e pubblichiamo alcune considerazioni dei comitati lombardi (Unicomal) e piemontesi (Covest) dopo l’archiviazione della Commissione europea della procedura d’infrazione aperta nel 2001 contro lo sviluppo di Malpensa.
Malgrado il reclamo fosse basato su argomenti inconfutabili, la Commissione europea ne ha disposto l’archiviazione.
Per chiarezza ricordiamo che, in data 22/01/2004, il Ministero dell’Ambiente ammette che “le opere… debbano essere assoggettate alla procedura di verifica della assoggettabilità a V.I.A. (valutazione d’impatto ambientale)”
Ma, in data 27/02/2004, una successiva nota del Ministero, sorprendentemente, annulla e sostituisce la precedente del 22/01/2004”: e così il Ministro sconfessa il suo Funzionario, prende tempo, promette ulteriori approfondimenti e poi , il 5/12/2005, il Ministero afferma che sono stati raggiunti gli obiettivi sostanziali delle direttive comunitarie. Ma l’obiettivo principale ed inderogabile delle direttive sulla VIA è proprio quello di espletare le procedure di VIA e di screening, il che è stato evitato.
Con quella risposta rabberciata del Ministro, anche se ex post, il Governo asserisce di aver adempiuto alla Direttiva VIA.
Ricordiamo che il il 3°/3° del terminal 1, il 3° satellite (il cui progetto esecutivo, che sta per essere approvato, dovrebbe essere sottoposto a Valutazione d’incidenza ed a VIA), l’hangar manutentivo, il raddoppio di Cargo city, la copertura della ferrovia con struttura idonea al traffico di aeromobili, la nuova caserma dei Vigili del Fuoco, gli allungamenti di pista, i nuovi raccordi a nuovi punti de-icing, ecc, ecc, ecc, sono tutte opere non previste nel PRG dell’85 e nel progetto definitivo approvato con D.M. Trasporti nel 1993.
Attendiamo una comunicazione scritta e poi studieremo in che modo avvalerci della disponibilità, indicata dalla Commissione, a riaprire il procedimento.
E continueremo la nostra azione anche perchè riteniamo insostenibile in un Paese civile il modo di procedere di questo Ministro dell’Ambiente che permette di realizzare simili opere in modo frazionato, facendo sempre riferimento ad una coerenza inesistente col PRG dell’85, smentisce le corrette deduzioni dei suoi funzionari e lavora per sottrarsi alle normative europee.
E infine indichiamo la chiave di lettura di questa partita, appena chiusa ma che contiamo di riaprire: il Ministro dell’Ambiente, anzichè esserne l’arbitro, si è schierato e si è comportato da giocatore.La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
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