«Le mafie a Varese?»: conoscere per lottare
Giovedì 27 aprile alle 21 appuntamento al Salone Estense con Libera per discutere sulle criminalità
Libera Varese, il coordinamento provinciale dell’associazione Libera, che dal 1995 si batte contro la mafia, è giovane in tutti i sensi: nato da appena un anno, è composto in gran parte da giovani, che si riuniscono nei locali di piazza De Salvo, presso la ‘Piramide’* che è un po’ il simbolo del volontariato a Varese (oltre a Libera hanno sede qui molte altre associazioni, tra cui l’Auser, Legambiente, le Acli e l’Arci). Nell’agenda del gruppo c’è oggi un appuntamento importante: per l’incontro ‘Le mafie a Varese?’, riflessione sulle vecchie e nuove criminalità nella nostra provincia in programma per giovedì 27 aprile al Salone Estense, hanno voluto l’aiuto di chi la provincia la conosce da vicino e ha esperienze sul tema della criminalità. Tra i relatori ci sarà infatti Agostino Abate, magistrato del tribunale di Varese specializzato in inchieste antimafia, Lorenzo Frigerio, coordinatore regionale di Libera, e Michele Mancino, giornalista di VareseNews e autore, insieme a Enzo Laforgia, del libro ‘Intolleranze, cronache di una provincia lombarda’.
E’ Marco Fazio (al centro nella foto) a presentare l’incontro nella conferenza stampa di stamattina: «Il titolo della serata, ‘Le mafie a Varese?’, nasce come una provocazione: troppo spesso la gente tende a pensare che la mafia sia un problema lontano, che non interessa le nostre zone, mentre purtroppo anche Varese è colpita da moltissimi casi di illegalità. Parliamo di mafie, non di mafia, per sottolineare le diverse forme che assume la criminalità organizzata». Libera, oltre a impegnarsi nella sensibilizzazione della società civile, promuove il riutilizzo ai fini sociali dei beni confiscati ai mafiosi; questi potranno poi diventare, ad esempio, scuole o cooperative sociali nel settore agro-biologico, come nel caso del progetto Libera Terra, che ricava olio dai terreni confiscati al boss Bernardo Provenzano. Nel 2005 sono stati 6482 i beni immobili confiscati in tutta Italia (615 in Lombardia), di cui 2962 già destinati ad attività di utilità sociale (quelli lombardi sono 348); anche in provincia di Varese sono state diverse le proprietà strappate alle mafie, di cui esiste un elenco che Libera sta aspettando di ottenere dalla Questura (si può parlare di due/tre immobili confiscati in via definitiva). In ogni caso, si calcola che i beni confiscati rappresentino soltanto il 15% del totale dei beni reali (consulta il prospetto riepilogativo dei beni confiscati, aggiornato al 27 settembre 2005)
La lotta alla mafia parte dall’educazione alla legalità, quindi dalla scuola; Antonella Buonopane ricorda l’impegno di Libera Varese in diversi istituti della città: «Con una classe seconda dell’Einaudi e una quarta dell’Ipsia abbiamo partecipato alla giornata della legalità di Torino, del 21 marzo (la giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia, cui hanno partecipato più di 40 mila persone, ndr); sempre con loro abbiamo avviato un percorso alla partecipazione democratica, la base nella lotta alla mafia». Insomma, l’azione di Libera vive all’interno del triangolo di legami tra società civile, scuola e comuni (sono loro a destinare i beni confiscati): la piramide di piazza De Salvo, in fondo, è la metafora ideale.
«Le mafie a Varese?»
giovedì 27 aprile, ore 21
Salone Estense di Varese (via Sacco 3)
interverranno:
Agostino Abate
Lorenzo Frigerio
Michele Mancino
* Le associazioni di piazza de Salvo sono una bella realtà ormai simbolo per il volontariato. Quelle presenti con sede in piazza de Salvo sono : arci servizio civile, auser, legambiente, amnesty, emergency,libera, ciclocittà, qbr (quei bravi ragazzi), uisp, movimento consumatori, spi-cgil, l.a.v. (lega antivivisezione), universauser, forum terzo settore, istituto di storia contemporanea " luigi ambrosoli", legacoop, peacegames, a.c.r. ( circolo culturale ricreativo). Alcune di quelle citate nell’articolo sono ( insieme a , uisp, ago della bilancia, cooperativa belforte) quelle che hanno dato vita al " comitato provinciale di libera".
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