Ossola-Marzorati, il derby dei cervelli
I due grandi playmaker di Varese e Cantù commentano la partita di venerdì sera e ripensano ai loro duelli
Sono stati i condottieri dei due miracoli del basket lombardo, di quelle Varese e Cantù che da piccoli centri industriali sono saliti in cima al continente con le loro squadre di pallacanestro. Domani sera, venerdì alle 20,30, Whirlpool e Vertical Vision si sfideranno per la 116a volta, la 56a in casa biancorossa: per fare il punto della situazione abbiamo quindi interpellato Aldo Ossola e Pierluigi Marzorati. Oggi tifosi d’eccezione, un tempo protagonisti sul parquet.
Varese e Cantù stanno attraversando un’annata al di sotto delle attese. Qual è il suo giudizio sulla loro stagione?
Ossola: «Voglio aspettare ancora qualche partita prima di dare un voto definitivo alla Whirlpool: qualificarci per i playoff è molto difficile, ma non è ancora esclusa. Se la squadra ce la dovesse fare giudicherei raggiunto l’obiettivo stagionale, al contrario il mio giudizio non sarebbe positivo. Anche se il record tra vinte e perse sarà migliore di quelle degli anni recenti, quello che conta è il piazzamento finale».
Marzorati: «Per Cantù questo non è certo un anno positivo. Dopo 3 o 4 stagioni molto belle forse abbiamo pensato di essere infallibili nella scelta degli stranieri; non è così, e in tempo di Bosman squadre come la nostra non può permettersi errori nei ruoli chiave. Ma sono cose che capitano: possiamo fare tesoro dei problemi di quest’anno per non ricaderci in futuro».
Che tipo di partita sarà quella di Masnago?
Ossola: «Credo che vedremo in campo parecchio agonismo, come in ogni derby che si rispetti. Finora in casa Varese non ci ha tradito ed ha offerto alcune ottime prestazioni, inoltre i giocatori devono farsi perdonare quanto è accaduto l’anno scorso. Vedremo, non dico altro per scaramanzia».
Marzorati: «Il derby è sempre una partita che va fuori dalle righe, nella quale il più forte non è necessariamente favorito. In questo momento se dovessi scommettere sceglierei Varese, anche se il mio tifo per Cantù non è assolutamente in discussione. Quel che mi auguro più di tutto è però di vedere un bello spettacolo, senza che il basket venga sporcato da risse, contrasti o disaccordi. Cose che in questi giorni continuiamo a vedere nell’arena politica; non vorrei che fossero il pretesto per rovinare la pallacanestro».
Ossola contro Marzorati: un ricordo dei vostri "incroci" sul parquet.
Ossola: «Con "Pierlo" ci troviamo spesso, e purtroppo questi incontri mi fanno venire in mente che io sono più vecchio di lui! Scherzi a parte, contro la sua Cantù mi vengono in mente due partite, una bella e una brutta. La prima è una sconfitta patita a Masnago senza di me, che ero infortunato: ci costò lo scudetto. La seconda invece è la finale di Coppa Coppe 1980 a Milano, quando la facemmo pagare cara a Cantù».
Marzorati: «Aldo mi ha sempre fatto patire le pene dell’inferno per due motivi: lui era più forte di me e giocava in uno squadrone composto da fenomeni. Però qualche soddisfazione ogni tanto ce la siamo tolta: forse a causa di qualche distrazione varesina, sta di fatto che in quelle occasioni la mia Cantù era stata brava a cogliere l’attimo».
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