Tutti contro Rosa: a Busto impazzano le liste civetta
Spuntano contro l'ex sindaco le liste Busto in Rosa e Busto Città, capitanata da Vittorio Rosi detto "Gigi". Caos negli uffici elettorali, rinviata a domenica la pubblicazione ufficiale delle liste
Quella per mettere i bastoni fra le ruote a Luigi Rosa sta diventando una gara all’interno della Casa delle Libertà. Non bastava Busto in Rosa, lista tutta al femminile perfidamente creata dalla CdL e che andrà a sostenere Gigi Farioli; nell’ultimo giorno utile per presentarla si aggiunge clamorosamente la lista Busto Città, chiaro "clone" di Busto Civitas, che propone come candidato sindaco un Vittorio Rosi "detto Gigi" che altri non è che un ex consigliere comunale della Lega Nord, per parte sua molto divertito dall’iniziativa. E mentre dai sostenitori di Luigi Rosa (le liste Busto Civitas e Busto dei Quartieri) si annunciano ricorsi, l’ufficio elettorale piomba nel caos e per il segretario comunale Agostino Pascale, già oberato di lavoro per conto suo, la giornata diventa davvero da panico. Sembra che non prima di domattina si potrà avere il quadro completo delle forze in campo.
Rosa non si scompone ed ostenta una flemma britannica di fronte all’ennesimo sgambetto degli ex alleati, che non gli hanno perdonato nulla. "Non commento, ma la cosa non mi sorprende affatto" dichiara. La parte del "cattivo" la recita invece Alessandro Marelli, capolista di Busto Civitas: "Solo loro conoscono Vittorio Rosi come ‘Gigi’, quando tutti lo chiamavamo da sempre Vittorio… si dimostra come è caduta in basso la Lega. Sono proprio contento di esserne uscito a fine anno, rendendo la tessera a Giorgetti: si tenga certa gente e i relativi metodi. Il loro è un classico tentivo di ingannare gli elettori, un segno di disprezzo della volontà popolare. È il comportamento tipico di teme la forza della candidatura di Luigi Rosa, che sta dimostrando ben altra correttezza verso i cittadini. Siamo passati dal risotto di Gorini (il segretario della Lega bustese, che disse memorabilmente ‘ul risòtu l’è su’ al montare della crisi che abbatté Rosa, ndr) ai tarallucci e vino di Rosi…".
È chiaro che gli elettori potranno equivocare tra i nomi simili – ci si conta, anzi. E Vittorio Rosi non nega che l’input sia partito dal Carroccio, di cui è da anni militante. "Personalmente non ci avrei mai pensato a candidarmi, ma c’è stata questa idea, e in fondo a 75 anni un colpo di testa si può fare" dice ridendo sotto i baffi. "È stata una cosa decisa un po’ all’ultimo momento, perchè già come Lega fino alle politiche nemmeno si sapeva se andavamo da soli o con il centrodestra. Abbiamo finito oggi al mercato di raccogliere le firme, non è stato facile. Dicono che faranno ricorso? Abbiamo già pronto il simbolo di riserva". Rosi è molto divertito da questa sua candidatura improvvisata: "In fondo l’ho fatto per mio nipote, perchè possa dire di avere un nonno importante… Rosa? Con lui siamo amici. Dice che prenderà il 51%, di cosa si preoccupa? Non sarà certo la manciata dei miei voti ad influenzare più di tanto il risultato. Non ho la pretesa di vincere". Ma, incalzato sulla vera motivazione della candidatura, "candidamente" confessa: "Il motivo vero è che Rosa ha aggregato liste che danneggiavano la Lega, ecco". Sipario.
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