Candidati a confronto su lavoro e precarietà: idee poche, ma ben confuse

Istituzione pubblica: Mariani, Farioli e Ferioli favorevoli, Rosa contrario. L'ex deputato Rossetto ai dipendenti comunali: "Siete dei privilegiati"

Idee poche ma ben confuse in materia di lavoro per la maggior parte dei candidati sindaci, invitati dalla Rsu dei dipendenti comunali a discutere delle possibili vie d’uscita dalla grave crisi che attanaglia un Comune cronicamente sotto organico, e in pratica impossibilitato ad assumere. La situazione è stata delineata senza troppe perifrasi da Fiorella Barbante (Cgil), Fausto Sartorato (SinCobas) e Angiolino Liguori di Csa-Fadel. "Non bisogna pensare ai lavoratori del Comune come degli sfaccendati, ma come gente che lavora a beneficio della comunità" sottolineava Barbante aprendo l’incontro, e Liguori faceva eco con una requisitoria spietata, osservando la sala del Museo del Tessile ancora semivuota (più tardi si sarebbe riempita in modo consistente). "Questa sera i cittadini hanno perso un’occasione, la vicenda dei precari non riguarda solo i dipendenti comunali, ma tutti, perchè di questo passo avremo sempre meno servizi erogati – del resto in 10 anni l’occupazione in Comune è scesa del 40%, eppure finora siamo riusciti, con difficoltà sempre più gravi, ad offrire il servizio consueto. Si poteva e si può ancora assumere almeno nelle categorie protette, ma neppure quello si è fatto… Stiano attenti i candidati: fra sei mesi saremo di nuovo qui a chiedere conto delle loro promesse!" La situazione è di emergenza:
non si può aspettare la prossima Finanziaria, perchè già in luglio i posti di una
quarantina di precari (spesso "lungodegenti", c’è chi lo è da 14 anni!)
sono a rischio, quando non pressochè sicuri di essere tagliati – vedi
il "caso asili".

 

Valerio Mariani (Centrosinistra) ha accusato le Giunte precedenti di aver portato a questa situazione "a furia di tagliare e mandare a casa gli ‘sfaccendati’; mentre chi non era d’accordo veniva bollato come comunista e statalista. Le giunte Tosi e Rosa poi si sono vantate di offrire lo stesso servizio con meno personale… Il patatrac l’hanno causato alla fine le scellerate Finanziarie di Berlusconi. Qui per anni non si è assunto dicendo che non c’erano soldi,
ma i quattrini spuntavano fuori subito, invece, per le consulenze
esterne. Vogliamo scommettere che una giunta di centrosinistra i
300.000 euro per salvare i posti dei precari a luglio li trova?". Per Mariani una soluzione-ponte può essere quella dell’istituzione pubblica: "Non sarà una panacea per tutti i mali, ma può salvaguardare l’occupazione fino alla nuova Finanziaria".

Gigi Farioli (CdL) ha attaccato le "politiche centraliste" del governo che non hanno fatto distinzione tra i Comuni "virtuosi" come Busto e gli altri. "Troppo personale è clientelismo, ma troppo poco è inefficienza: la realtà è soto gli occhi di tutti. Non mi sento di garantire che tutti i precari resteranno. Il sindaco non potrà risolvere il problema, semmai potrà stabilire quali servizi si possono esternalizzare e quali no. L’istituzione pubblica è comunque una soluzione possibile ed efficace. In ogni caso mi impegno a privilegiare le spese di investimento per il personale rispetto alle altre".

Luigi Rosa ha utilizzato la consueta tattica: difesa a oltranza del proprio operato da sindaco e attacco durissimo alla Finanziaria "iniqua". "Sappiamo di essere sotto organico: servirebbero come minimo indispensabile 476 dipendenti, invece sono 432. Sono comunque contrario a qualsiasi esternalizzazione delle scuole: sarebbe un fatto gravissimo" ha dichiarato l’ex sindaco. Per esternalizzazione, Rosa tuttavia intende anche l’istituzione pubblica, cui si oppone.

In rappresentanza di Audio Porfidio, giunto sul tardi da Varese, Dario
Tomasini
richiamava la necessità di attendere le prossime mosse del governo
Prodi: "tuttavia l’istituzione pubblica non è da escludere". Porfidio
prendeva la parola a fine serata:" Se veniamo eletti, i precari
resteranno con noi. Scriveremo allo Stato, alla regione, faremo sbloccare i fondi perchè possano rimanere. Rosa che ha fatto
per la città? Solo tagli di nastri. Facevano bilanci da capogiro, e poi
ci siamo trovati senza neanche le matite per gli uffici del Comune…
Pensate bene a chi voterete"

Fra le liste minori, memorabile l’intervento di Giuseppe Rossetto, capolista della Lega per Busto provincia-Lombardia, presente in sostituzione del candidato Diego Gallarate. Rossetto ha richiamato la necessità del federalismo fiscale ("i Comuni lombardi danno molto più di quel che ricevono"), accusando destra e sinistra di aver causato "una guerra tra poveri". "Il mondo cambia, e mentre i dipendenti privati vanno a caso voi del settore pubblico siete privilegiati – i soldi per pagarvi vengono presi dalle tasche dei cittadini" ha dichiarato con enorme faccia tosta Rossetto, ex deputato di Lega Nord e Forza Italia, causando una sommossa in sala sedata a fatica dai moderatori.
Antonello Ferioli (Italia Futura) si è detto a sua volta a favore dell’istituzione pubblica, citando la necessità di un trattamento "etico" di lavoratori con esperienza. Infine Vittorio Rosi, "detto Gigi" per improrogabili esigenze elettorali, non avendo risposte tecniche in materia ha traccheggiato ("col lavoro era dura anche ai miei tempi, bisogna armarsi di santa pazienza e lottare per la propria causa fino in fondo"), incassando qualche sfottò dal pubblico ma impegnandosi comunque a fare del suo meglio per salvaguardare i posti a rischio. Imperdibile la sua riflessione finale sui dirigenti di settore: "Sostituirli è difficile, nessuno trova il coraggio. Cosa dobbiamo fare, sparargli?"

 

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Pubblicato il 19 Maggio 2006
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