“Fine di un sogno”, tutta la delusione di Magnano
La settimana nera della Whirlpool iniziata giovedì a Livorno costa i playoff. In serata potrebbe arrivare la condanna matematica
«I playoff erano un sogno, questa sera abbiamo smesso di sognare». Tutto rannicchiato su stesso, la voce debole e stentata, gli occhi al solito vispi e penetranti questa volta persi in uno sguardo vuoto, Magnano affronta la realtà nuda e cruda. «Mai avrei pensato di rimanere fuori dai playoff con diciotto partite vinte, soprattutto dopo il bel girone d’andata. E’ però evidente che nella seconda parte del campionato il nostro gioco è un po’ calato e non siamo riusciti a tenere il ritmo della altre squadre». Se
Un impegno più mentale che tecnico e fisico, a quanto emerge alla fine di questa disastrosa settimana, che ha visto Varese cedere nettamente prima a Livorno poi all’Armani. In Toscana fu letale un secondo quarto dal parziale di 30-8, ieri sera i biancorossi, molto semplicemente, non hanno giocato il primo quarto. Due amnesie collettive di dieci minuti che sono costate i playoff, proprio nel momento in cui era richiesto l’ultimo sforzo, il grande sprint finale per agguantare la luce in fondo al buio più volte invocata da Magnano. «Nel primo quarto è mancata completamente la concentrazione – ammette il coach argentino – Milano ha fatto tutto molto bene, ha tirato con grandissime percentuali ma noi l’abbiamo aiutata a farlo». Magnano prova a salvare il salvabile, chiamando in causa la teoria delle due partite. «Dopo questo inizio tremendo abbiamo incominciato a lottare, giocando alla pari, è stato tutto un altro match. Mi spiace aver perso un derby, soprattutto per la gente di Masnago, il nostro compito è lottare sempre fino alla fine, dare il 100%: oggi e giovedì non l’abbiamo fatto per tutta la gara». Due passaggi a vuoto che comporomettono irrimediabilmente i playoff. Anche quest’anno, niente stagione lunga per
Milano continua invece la sua rincorsa al quarto posto, garanzia di vantaggio casalingo almeno fino alle semifinali. Obiettivo da fantabasket solo pochi mesi fa, oggi traguardo più che a portata di mano grazie alla cura Djordjevic. «Sono contento della partita di oggi, soprattutto del primo tempo – afferma il coach serbo – ma non dobbiamo accontentarci. L’Armani deve avere l’ambizione di puntare al titolo e per farlo serve vincere con continuità». Sasha generale di ferro, sempre ipercritico e puntiglioso, chiude caricando i suoi con un’esortazione – «solo noi possiamo creare il nostro destino» – a metà tra gli illuministi e i Cavalieri dello zodiaco.
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