Fondazione Giacomo Ascoli: dalla morte nasce l’amicizia

Varese - È stata costituita la Fondazione in memoria di Giacomo, 13 anni, scomparso nel novembre scorso stroncato da un linfoma

Un dolore atroce può portare alla disperazione o può far fiorire la speranza. Nel caso di Giacomo, 13 anni,
morto lo scorso novembre a causa di un linfoma, dalla tragedia si è
sviluppata una pianta d’amore e di amicizia che porterà speranza e
aiuto a tutti qui  bambini che, come lui, devono convivere con un
dolore troppo grande.

La
storia di Giacomo così continua, issata sulla vela di una barca, per
volere di mamma e papà. Alle 18 del 2 maggio 2006, davanti al notaio,
si è costituita la Fondazione Giacomo Ascoli, che già
conta su 56 amici veri, convinti di poter dare un segno concreto nel
nome dell’amicizia: «Mio figlio avrebbe voluto così – spiega il padre, Marco Ascoli – era un bambino generoso e credeva molto nell’amicizia. Il suo esempio ci ha ispirato».

Intorno
al tavolo della Fondazione si sono riuniti quattro specialisti (la
prof.ssa Franca Fossati Bellani della divisione pediatrica
dell’Istituto dei Tumori, il professor Luigi Nespoli, primario di
pediatria al Del Ponte, il dr Momcilio Jancovic, ematologo pediatrico
del San Gerardo di Monza e il dr Andrea Biondi, direttore dell’Istituto
di ricerca Tettamanti)  ognuno qualificato e titolato nel campo della
medicina pediatrica e oncologica, per trovare un piano di lavoro
comune. L’obiettivo è quello di evitare ai piccoli pazienti strazianti viaggi in ospedali remoti per sopportare le terapie:
«Mio figlio si è ammalato nel 2000 – ricorda Marco Ascoli – per quasi
tutto il periodo della malattia eravamo costretti a penose trasferte a
Monza sino a tre volte alla settimana, dove esiste il centro di
riferimento per le leucemie. Dipendevamo da Monza in tutto e per tutto,
persino per un semplice controllo del sangue. Svegliare Giacomo alle 5
e  mezzo sapendo di portarlo in ospedale a soffrire era un vero
calvario. Lui piangeva, non voleva alzarsi. Quando è finito tutto io e
mia moglie ci siamo detti che non doveva più ripetersi un simile
strazio. Ci siamo adoperati per mettere in comunicazione i vari
ospedali interessati».

Come primo obiettivo centrato va annoverato la disponibilità del San Gerardo di Monza ad ospitare due specializzandi di Varese, mentre il professor Luigi Nespoli, primario di pediatria al Del Ponte, ha accettato di allestire un piccolo centro per i pazienti oncologici per permettere di effettuare terapie in day hospital.

La
Fondazione appena nata vorrebbe arrivare a mettere in relazione piena
gli ospedali del territorio con Monza, l’Istuto dei Tumori e il centro
di ricerca Tettamanti: solo un lavoro sinergico potrebbe effettivamente
migliorare la qualità della vita a tanti piccoli pazienti: «Arrivare a
permettere cure domiciliari ai malati terminali – prosegue il padre di
Giacomo – sarebbe un enorme passo avanti. Su questa pratica Monza si
sta già muovendo presso la Regione. La Fondazione sarà al suo fianco
per permettere l’effettiva attuazione sul territorio».
C’è poi la
ricerca, altra nota dolente: «Il linfoma è raro e per questo non esiste
un filone di studio proprio. Noi intendiamo sostenere la ricerca sul
linfoma, che è comunque differente dalla leucemia».

Tra gli scopi della Fondazione c’è anche quella di promuovere la formazione di medici e personale infermieristico nell’assistenza psicologica a pazienti e famigliari, un lato che spesso viene ignorato nella pratica quotidiana.
Infine, per il momento, la Fondazione vuole farsi carico di un’iniziativa sociale, con borse di studio e sostegni a bambini in difficoltà per avvicinarli al campo dello sport o della musica. Il prossimo anno si svolgerà un memorial di nuoto a livello nazionale: alla Robur di Varese è già tutto deciso. E anche in questo caso Giacomo sarà contento di vedere tanti amici.

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Pubblicato il 03 Maggio 2006
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