Frammenti di vita ‘on the road’
Lorenzo Bertocchini presenta la sua esperienza artistica, tra musica e istantanee d'autore

Cantautore, frontman della sua band, gli Apple Pirates, fotografo, da poco direttore artistico dell’Open Jazz Festival di Varese, che andrà in scena dall’11 al 16 luglio: è arte a 360 gradi quella di Lorenzo Bertocchini, che abbiamo incontrato tra le sue amate foto de ‘I volti dell’India’, la mostra fotografica in scena fino a domenica 7 maggio all’Atelier di Jo di Varese. I suoi scatti, già esposti a Ispra e a Laveno, dal 13 maggio al 3 giugno si sposteranno da Opificio Design, in via Carrobbio 13: si tratta di immagini catturate nel 2005 durante il suo viaggio tra Delhi, Mumbai e Rajastan, alla ricerca di un’esperienza forte.
Il ricavato della vendita delle foto della tua mostra, così come il ricavato dei tuoi concerti, vanno ad Emergency. Secondo te esiste anche un legame ideale tra arte e volontariato?
Si può parlare di un legame a diversi livelli. Innanzitutto un aspetto dell’arte è il dare (ad esempio dare emozioni), che è il fine del volontariato; il legame si trova anche nel corso dell’incontro diretto tra chi fa arte e chi fa volontariato, si tratta di una sorta di fusione degli orizzonti…inoltre, in un quadro, in un’opera d’arte, può esserci un messaggio rivolto agli altri.
Come mai hai scelto proprio Emergency?
Abbiamo suonato per Emergency per la prima volta sette anni fa, nel 1999: Caterina Castelli, di Lombardia Oggi, era alla ricerca di gruppi della zona di Varese che si esibissero all’Emergency Day di Milano, la manifestazione che si svolge a Milano tutte le settimane di maggio e a cui partecipano anche molti ‘vip’, che per un giorno stanno ai banchetti di raccolta fondi dell’associazione. Tra i gruppi varesini sono stati scelti gli Apple Pirates e i Tatanka…
Hai avuto una parte in due film: sei interessato anche al cinema?
Ho avuto una piccola parte nel cortometraggio di Marco Bellocchio, ‘Sorelle 2’: ma si è trattato di un ‘caso’, una comparsa. Appaio anche nell’ultimo film di Martinelli, ‘La bambina dalle mani sporche’: in una scena discuto con una donna di quadri durante un vernissage…visto che l’audio sarebbe stato tolto, io e la mia collega ci divertivamo a insultare le varie opere…(ride). In realtà non mi interessa il ruolo di attore: mi piacerebbe invece realizzare dei cortometraggi, esplorando tutte le possibili contaminazioni. Alcuni miei pezzi sono già colonne sonore di film: “Annemarie”, “Romeo And Juliet Revisited” e “Pretty Shitty”, che fanno parte rispettivamente di “Genko” di Saro Ilardi, “Risottino Zodiacale (Shalallallà)” e “Shit!” entrambi di Silvia Gallini.
‘Contaminazione’, una parola che ben si adatta al tuo modo di fare arte: sei italiano ma canti in inglese in un genere tipicamente “americana”, viaggi e racconti con i tuoi scatti l’India…contaminazione pensando anche alle varie forme in cui esprimi la tua arte…
Parlando dell’India, posso parlare di Contaminazione con la ‘c’ maiuscola…Un esempio può essere una tra le mie ultime canzoni, una “tarantella blues indiana” composta in India, registrata a New York e con cadenze di tarantella…un filo diretto Tennessee-Napoli-India!
La mia musica, in realtà, viene apprezzata soprattutto fuori dall’Italia: è un genere particolare, l’americana, forse non immediato per la sensibilità musicale italiana; i miei modelli musicali più significativi sono Bruce Springsteen, Bob Dylan e Tom Waits. I cd, disponibili on line all’indirizzo www.lorenzobertocchini.com, sono stati acquistati anche da persone residenti in Australia e Nuova Zelanda…
Sempre parlando di contaminazione, pensi che sia possibile la convivenza pacifica tra diverse culture?
Sì, se il credo di una cultura non cerca di opporsi con violenza al credo dell’altra. E anche in questo caso l’india può essere un esempio: anche lì vi sono problemi tra i sikh e le altre religioni, ma si tratta di poca cosa se si pensa alla convivenza di un miliardo di persone di moltissime etnie e religioni diverse, e paragonando questa realtà alle tensioni violente del mondo occidentale… Se c’è rispetto c’è convivenza.
Ho notato che tra i tuoi ‘volti dell’India’ non ci sono donne: come mai?
All’inizio fotografavo uomini, donne e bambini, ma poi mi sono accorto che le donne erano molto infastidite da questo…così ho smesso di fotografarle e ho deciso di non esporre soggetti femminili, proprio per rispetto nei confronti della loro cultura.
Accostando le tue foto ai pezzi del tuo ultimo album, ‘Whatever happens next…’, si può dire che in entrambi i casi si tratta di ‘frammenti’ di vita on the road?
Sì. Con le mie canzoni racconto storie e scene di tutti i giorni, con le foto ho catturato piccoli momenti di vita quotidiana: quando mi imbattevo in un’espressione che mi colpiva, scattavo, assolutamente senza pose. Spesso si tratta di persone e situazioni molto semplici, ma anche in questi casi gli indiani hanno un atteggiamento che sembra andare al di là del momento concreto. Hanno uno sguardo profondissimo; sono un popolo di una spiritualità straordinaria, che penso non potrà mai essere intaccata dal materialismo occidentale: in moltissimi campi (ad esempio la tecnologia) l’India potrebbe essere all’avanguardia, se non sviluppa appieno alcune potenzialità è perché preferisce preservare le sue tradizioni piuttosto che lanciarsi nel progresso.
Qual è per te il vero volto dell’India?
La grande dignità delle persone, che non le abbandona mai in nessun momento della loro vita. Mi viene in mente il padre indiano di una batterista che conoscevo: dopo aver lasciato il proprio paese per andarla a trovare, al suo ritorno trovò la casa occupata da altre persone. E lui cosa fece? Si scusò e se ne andò. Oggi, a novant’anni, vive in un tempio. Una cosa impensabile da noi, ma prova di grande dignità.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Stefania Radman su Apre il cantiere stradale in via Carcano a Varese che rivoluzionerà la viabilità di Biumo
GrandeFratello su Apre il cantiere stradale in via Carcano a Varese che rivoluzionerà la viabilità di Biumo
GrandeFratello su Apre il cantiere stradale in via Carcano a Varese che rivoluzionerà la viabilità di Biumo
Francesco Enrico Speroni su Scuole Materne di Gallarate, scontro sulle rette e sulla “clausola aperta”
Giorgio Stucchi su Scuole Materne di Gallarate, scontro sulle rette e sulla “clausola aperta”
Mia23s su Esplosioni e fiamme in una fonderia a Lonate Pozzolo









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.