Luigia Viale, un sindaco donna per Porto Ceresio
Candidata per la Lega Nord, i suoi interessi coincidono solo con quelli dei cittadini
Abita ad Arcisate ma è la proposta che la Lega Nord fa per la carica di sindaco a Porto Ceresio.
Stiamo parlando di Luigia Viale, trentottenne, con impiego svizzero. Fa parte del comitato Unia, che si occupa della tutela dei frontalieri.
Per quale motivo si candida a Porto Ceresio?
«Mi è stato chiesto dalla Lega. Hanno pensato fossi la più indicata per questo comune, dato che si trova proprio sul confine con la Svizzera e io conosco bene la realtà di coloro che come me lavorano al di là della dogana».
Quali sono le principali idee espresse nel vostro programma?
«Le cose da fare sono molte. Considerando il fatto che la famiglia sta al primo posto, è necessaria la creazione di un asilo e c’è da migliorare l’assistenza agli anziani. Il paese deve presentarsi anche come un buon biglietto da visita per i turisti. Per loro si sta pensando di realizzare dei percorsi vita nella zona di "Cà del Monte" da valorizzare anche con bar e trattorie. Altro tasto importante è la questione della sicurezza del cittadino. Bisogna allontanare i clandestini non in regola anche grazie all’aiuto della polizia locale e di telecamere di videosorveglianza piazzate nelle zone più a rischio. Per quanto riguarda il settore sport bisogna tenere attivo il club dei canottieri, offrire più spunti per i bambini e riattivare la "Palestra del Frontaliere" che non viene per niente sfruttata. È di estrema importanza riaprire lo sportello per la tutela dei frontalieri, chiuso dall’amministrazione uscente. Non dimentichiamo la viabilità. Le strade hanno bisogno di essere risistemate».
Avete organizzato qualche incontro pubblico?
«Si, venerdì 19, alle ore 21, presenteremo la nostra lista in una sala del palazzo situato nel piazzale Luraschi a Porto Ceresio».
Quali sono le caratteristiche della vostra lista?
«Innanzi tutto tengo a chiarire che stiamo conducendo una campagna elettorale molto tranquilla perché non è nostra intenzione "bramare alla poltrona". I nostri interessi coincidono solo ed esclusivamente con quelli del cittadino. Quindi vada come vada, raccoglieremo quello che abbiamo seminato. Per il resto la particolarità consiste nel numero di donne candidate. Su 13 componenti, ben sei appartengono al "gentil sesso"»
Avete uno slogan?
«Per sottolineare la nostra identità culturale ne abbiamo uno in dialetto: "Sémm anmò chi par ul bén dul nòstar paées" (siamo ancora qui per l’interesse del nostro paese)».
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