«Ritorniamo ad un’università di qualità»
Nel corso di laurea in biotecnologie ci sono tre candidati: Alessio Barcellini, Valentina Grampa e Daniele Parisi, che si battono per un grande ideale

Alessio Barcellini è al terzo anno del corso di laurea in Biotecnologie. È alla sua prima esperienza elettorale, anche se, dal’inizio dell’anno, regge di fatto il ruolo di rappresentante del corso dopo l’uscita di scena degli eletti della passata tornata :«Uno si è ritirato – spiega Alessio – e uno ha scelto di frequentare la specialistica a Milano. Così il Preside mi ha chiesto di occupare "ufficiosamente" quel ruolo e io ho acconsentito, visto che era mia intenzione candidarmi».
Ma se tu sei al terzo anno, c’è il rischio che te ne vada?
No. proseguirò con il nuovo indirizzo di specialistica del corso e voglio sostenere questo ruolo fine a fine mandato
C’è scarso interesse, in genere, per queste elezioni. Come pensi di convincere i tuoi compagni?
È vero non c’è grande partecipazione alla vita dell’ateneo. Però sento tanti studenti che si lamentano dei vari problemi e non capisco perchè non si diano da fare per risolvere le cose. Io sto usando molto le e-mail. In questo corso siamo, sì e no, un centinaio di studenti e ci conosciamo tutti. Da un po’ di tempo, ricordo ai miei compagni l’importante scadenza, rammento loro il valore del voto e li invito al confronto per vivere meglio all’interno dell’università
Qual è il tuo primo impegno?
Lo dice lo stesso slogan del gruppo: "Insieme per la scienza – Per un’università di qualità". Il problema che si riscontra anno dopo anno è l’abbassamento del livello qualitativo dell’offerta educativa. Sia perchè la preparazione scolastica è sempre più debole, sia perchè si cerca di aumentare costantemente il numero degli universitari e ciò a discapito della qualità dei programmi che vengono ridotti, o della serietà degli esami che si affievolisce. Noi chiediamo un ritorno allo studio di qualità per dare dignità al titolo finale
Perchè una lista esclusiva per il corso di laurea di biotecnologie?
Ci sono liste che hanno presentato candidati ovunue. Io non credo a questi grossi raggruppamenti. C’è il rischio che i rappresentanti delle facoltà subiscano l’influenza dei colleghi del Senato o del Consiglio. Invece, la facoltà ha problemi propri e necessità uniche che devono essere discussi in sede di facoltà, senza ingerenze esterne. Il nostro corso, essendo piccolo, vanta un rapporto docenti-studenti bellissimo: questo è un vantaggio che non si deve disperdere.
Ma non senti l’esigenza di un coordinamento a livello di studenti di ateneo?
Certo. Bisogna migliorare il dialogo, le relazioni all’interno dell’università. Troppi studenti ignorano le tante opportunità che esistono in loro favore, le occasioni, gli aiuti. C’è bisogno di maggior confronto, ma anche di maggior volontà di informarsi e di partecipare.
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