Approvate le modifiche alla legge sul governo del territorio
Il provvedimento introduce alcuni accorgimenti tecnici che semplificano l'applicazione delle regole urbanistiche
Il Consiglio regionale ha approvato a scrutinio segreto con 42 voti favorevoli e 29 contrari le norme che modificano la legge regionale 12/2005 per il governo del territorio. Il provvedimento introduce alcuni accorgimenti tecnici che semplificano l’applicazione delle regole urbanistiche, prevede l’autorizzazione comunale per la realizzazione di luoghi di culto e centri sociali, stabilisce una riduzione del periodo di salvaguardia (ossia di validità del piano regolatore) da 5 a 3 anni. Quest’ultimo aspetto è stato molto contestato dalle opposizioni secondo le quali la nuova norma permetterà nel Comune di Monza di costruire nella sola zona della Cascinazza. Tra le altre novità quella che i piani attuativi della legge (gli strumenti, cioè, di pianificazione individuati dai piani regolatori) dovranno essere adottati e approvati dal Consiglio Comunale e non più solo dalla Giunta e che la realizzazione di progetti già in corso sarà svincolata dall’approvazione del Piano Territoriale Regionale (PTR), purché approvati dal Consiglio Regionale. Introdotta inoltre la possibilità per i Comuni di assumere varianti rispetto agli strumenti urbanistici vigenti in questa fase transitoria. Esprime soddisfazione il relatore del provvedimento Giulio De Capitani (Lega Nord): "Si tratta di modifiche di ordine tecnico dettate dall’esigenza di rendere più facile l’applicazione della legge, anche sulla base delle richieste pervenute da enti locali e associazioni.. Con questa legge non solo si restituiscono maggiori poteri ai Consigli comunali ma si apportano anche decisive migliorie nell’applicazione della legge urbanistica in questa fase transitoria". Molto soddisfatto anche l’assessore all’Urbanistica Davide Boni (Lega Nord): “E’ una normativa che attribuisce maggiore capacità e flessibilità d’azione ai comuni e un ruolo più preciso ai privati. Inoltre la Regione avrà la possibilità di definire o proseguire i piani territoriali d’area. Per quanto riguarda le moschee, non si tratta di una guerra all’Islam ma abbiamo solo fissato regole certe per tutti senza discriminazioni”. Critiche invece da parte dei Consiglieri regionali dell’opposizione. Il portavoce dell’Unione Riccardo Sarfatti, riferendosi alla questione della Cascinazza, ha parlato di una “legge volta a tutelare specifici interessi privati legati alla speculazione immobiliare ed edilizia ”. Marco Cipriano (DS) giudica la legge sbagliata e condanna soprattutto le norme introdotte sui Piani d’area: “Con questo provvedimento si dà mano libera alla Giunta di ridisegnare il territorio in alcuni punti strategici, come le zone degli aeroporti di Malpensa e Montichiari oppure come la Valtellina, dove non c’è ancora il Piano Territoriale regionale”.
Per Giuseppe Adamoli (Margherita) più che un provvedimento di carattere tecnico è una “legge che introduce punti politici come il controllo sui luoghi di culto, l’aiuto surretizio a interessi immobiliari corposi e ben identificati”. Per il Verde Carlo Monguzzi la legge, introducendo l’autorizzazione comunale anche per i centri sociali, penalizza anche i centri ricreativi per anziani. Durissimo Luciano Muhlbauer (PRC): “Questa legge passerà alla storia della Lombardia come la legge vergogna che privilegia interessi privati”.
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