E Celestini scopre le sue «radici varesine»
Il grande attore sarà in scena venerdì 7 luglio con gli Archi della Scala per uno spettacolo gratuito al Teatro Apollonio. Ci saranno anche i parenti di Brezzo di Bedero
Con la sua parlata romanesca e quella voce curiosamente sottile ha incantato le platee di tutta Italia. I suoi racconti pescano dalla tradizione popolare e dalla storia con la "s" maiuscola raccontata dal popolo. Ascanio Celestini e i suoi bei monologhi sono un tutt’uno quando è sul palco. Domani sera, venerdì 7 luglio alle 21 al Teatro Apollonio, sarà a Varese insieme all’Orchestra d’Archi dell’Accademia del Teatro della Scala diretta dal Maestro Danilo Rossi.
Proprio dal connubio tra l’attore Celestini e il maestro Rossi è nata l’idea di questa serie di spettacoli che accosteranno i due repertori senza snaturarli. «Anche se potrebbe apparire strano è possibile unire questi due repertori – spiega lo stesso Celestini – da parte mia mi inserirò tra un pezzo e l’altro o con gli archi in sottofondo raccontando storie tratte dalla tradizione popolare che rievocano la figura dello stupido. Quindi sarò Giufà, una sorta di Pulcinella, o Gian Babbeo, mitico personaggio di Andersen».
Da Mozart a Piazzolla l’orchestrà suonerà un repertorio rodato e di grande fascino con la Serenata per archi (Eine kleine Nachtmusike) di Mozart e La Sonata in re maggiore per archi n. 6 di Rossini. Nella seconda parte il programma propone Kakhidze con Brüderschaft per viola, pianoforte e archi – un brano in quattro movimenti che mescola gli stili partendo da una struttura classica, per poi immergersi nello swing e nel jazz” – per finire con la travolgente e insieme struggente musica del Gran tango per viola, pianoforte e archi di Piazzolla.
Ascanio Celestini giunge in terra varesina per la prima volta ma dal suo passato emerge un legame con la terra varesina sorprendente e precisamente con Brezzo di Bedero, citato in un suo recente spettacolo andato in onda sulla Rai:«A Brezzo di Bedero ho parenti della mia nonna paterna che domani sera verranno a vedermi – svela Celestini – e da queste parti finì mio padre durante la "guera", perchè si pensava che in questi luoghi i bambini potevano stare tranquilli».
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