“Terza corsia” in viale Diaz: per Legambiente non serve
Il rpesidente del circolo bustese Andrea Barcucci critico verso le "misure tampone" per i problemi di circolazione: "vanno affrontati in un'ottica globale, serve un vero Piano Urbano del Traffico"
Riceviamo e pubblichiamo
Legambiente è formalmente riconosciuta, da un decreto del
Presidente della Repubblica di alcuni anni fa, quale Associazione portatrice di
interessi condivisi dalla popolazione; quanto appena scritto significa che
Legambiente è impegnata in campagne di utilità pubblica, svincolate da
appartenenza a gruppi politici, a compagini partitiche, a gruppi di pressione (
dette lobby o lobbies ).
Da alcuni
anni abbiamo spronato il nostro Comune, e non solo esso, a realizzare
interventi di razionalità ed efficienza nella viabilità e nella circolazione,
sulla falsariga dei cosiddetti Piani Urbani del Traffico. I risultati sono
stati incerti: le opere senza contenuti di indirizzo e programmazione non
producono frutti apprezzabili, purtroppo.
Due campagne sono da ricordare in questa occasione. La serie
di proposte per le piste ciclabili o, meglio, per un progetto di ciclabilità
diffusa sul territorio cittadino; le proposte per la razionalizzazione degli
incroci, ovvero per un uso estensivo delle rotonde.
Nel
cassetto abbiamo ancora lo studio per una rotonda presso Largo Giardino e la
zona del Tribunale. Non siamo andati avanti perché le passate Amministrazioni
comunali affermarono che qui non ci sarebbe stata nessuna rotonda, e ne abbiamo
preso atto.
Una decina
di giorni fa che scrive è rimasto impietrito dinnanzi alla pitturazione della
terza corsia (foto) al semaforo del Largo Giardino, venendo dai 5 Ponti. Si veda la foto allegata: chi scende verso il centro
cittadino lungo Viale Diaz si trova
davanti ad una carreggiata divisa in tre file, destra, sinistra e centrale.
Il grosso
problema è che su tutto l’asse del cosiddetto Viale della Gloria tale
tripartizione non esiste e non a caso. La larghezza della sede stradale del
viale consente la presenza di sole quattro corsie, due per senso di marcia. Non
stiamo trattando di una strada di poche centinaia di metri, ma di un viale
lungo duemila metri, tagliato da numerosi incroci,semaforici e non. Evidentemente
la terza corsia non ha una sua validità, se non ha mai avuto realizzazione.
Perché è stata disegnata proprio qui, dato che la svolta che consente – come ha
sempre consentito, sia chiaro – non riveste carattere di servizio al traffico
di scorrimento ed attraversamento, cioè ad un traffico sostenuto ?
Non
interessa sapere gli arcani motivi che hanno portato questa infelice scelta.
Ciò che interessa alla Associazione, che da anni si batte per la sicurezza della viabilità, per la riduzione degli
inquinanti, per una corretta mobilità cittadina e per la tutela delle fasce
“lente” del traffico, è illuminare in
primo piano la pericolosità della precipitosa scelta effettuata
dalla’Aministrazione.
In una
corsia di tre metri scarsi non è
possibile riversare tutto l’enorme traffico bustese destinato verso nord,
autostrada, Malpensa, Gallarate, avendo la possibilità di transitare, come
da sempre, su sei metri abbondanti. Come ben illustrano le due foto accluse, gli
utenti stradali – dalla bici da città, magari una “Graziella”, al gigantesco
Tir, passando per le rombanti station-wagon ai Suv simil-corazzati – non hanno margini di manovra per impostare
correzioni e modificare errori, potendo solamente rallentare in modo anomalo,
costringendo il traffico alla maggiore lentezza, alla maggiore congestione,
alle eterne code, al maggiore inquinamento, al pericolo di urtare un ciclista o
di creare incidenti che paralizzano il viale.
Chiediamo
che venga eliminata questa strozzatura, restituendo due corsie per carreggiata.
Se si vogliono agevolare le svolte a sinistra, si fa presente che si possono
utilizzare due itinerari preferenziali. Il primo è la svolta a sinistra,
venendo verso il centro, su via Pietro Verri; il secondo è svoltare a destra
verso via Villafranca, immettersi in via Castelfidardo e passare il semaforo di
questa via, uno dei tre “rami” che formano l’incrocio semaforico di Largo
Giardino.
Concludo
con due brevi note a margine. La prima riguarda il metodo: la viabilità e la
circolazione, in una città tanto colma di auto come la nostra, richiedono studi
“globali”, tipo il citato PUT. Le misure decontestualizzate, le iniziative
tampone episodiche, sono da abolire, venendo a creare danni maggiori rispetto
all’esistente,che si regge in un equilibrio già di per sé precario. Quindi
pensare globalmente, almeno su scala di quartiere.
Seconda
considerazione: nonostante la bella stagione, le scuole chiuse, molte più
biciclette e motorini in circolazione, a fine giugno per sei giorni
l’inquinamento da PM10, le micidiali micropolveri tossiche inalate direttamente
fin nel sangue, ha superato il limite di 50 microgrammi. La legge
comunitaria prevede che oltre i 35 giorni di superamento le amministrazioni
prendano provvedimenti. Noi i 35 giorni li abbiamo superati entro le prime sei
settimane del 2006; cosa vuole fare il Sindaco Farioli ? Se vorrà discuterne siamo pronti a
collaborare, partendo pure dall’argomento di questa lettera.
Grazie per
l’attenzione e distinti saluti.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Fontana al Corriere torna a parlare della necessità di un cambio di passo nella Lega
principe.rosso su Sicurezza a Gallarate, Dall’Igna replica ai gruppi di Vannacci: “La campagna elettorale è già iniziata”
Felice su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
Felice su Il vero pericolo non è il bosco. È chi lo abbandona
Bustocco-71 su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.