Aprire un locale a Caldè? Altro che Billionaire
Max Cavallari dei Fichi d'India ci parla dell'intenzione di aprire un locale di tendenza sul lago Maggiore:«Tutti i comici nati qui dovrebbero tornare sul lago e fare qualcosa per la loro terra»
Forse non si tratterà del Billionaire ma l’idea potrebbe essere un vero e proprio trampolino di lancio per la sponda lombarda del lago Maggiore. Max Cavallari dei Fichi d’India, che ha presentato in veste di direttore artistico la Notte Bianca lavenese di ferragosto nella sede varesina di Confesercenti martedì 1° agosto, potrebbe aprire una trattoria-birreria con il suo socio di sempre Bruno Arena proprio nella zona dove abita da qualche anno a Caldè, la Portofino del lago Maggiore.
A margine della conferenza stampa il comico varesino rivela la sua volontà di investire in questo angolo di provincia in un locale che unisca gastronomia e cabaret.
«Ci sto pensando e devo dire che da quando ho conosciuto i ragazzi della Confesercenti di Laveno mi sono convinto ancora di più – spiega il comico varesino – e mi sono convinto anche del fatto che su questa sponda bisogna fare spazio ai giovani perché se li si lascia lavorare la sponda lombarda può davvero competere con quella piemontese e quella ticinese». In che senso? «Nel senso che su questa sponda si tende a conservare troppo mentre invece servirebbe una maggiore disinvoltura che solo i giovani possono portare – continua Max – e sono convinto che se li si lasciasse fare ci sarebbe posto per tutti qui, giovani e anziani».
Cosa pensi dei molti comici che sono nati qui e hanno costruito una carriera di successo? «Penso che questa sia una terra di comici e che a questo luogo tutti dobbiamo parte del nostro successo – spiega Max – ed è per questo che dovremmo fare qualcosa anche qui». Checco Pellicini, comico luinese, ha pensato a riunire in un unico spettacolo tutti questi artisti da Pozzetto a Iacchetti ma anche Salvi, Dario Fo, Boldi magari con la televisione e qualche grosso sponsor. Non pensi che questi nomi possano attirare l’attenzione di un certo turismo di cui questa sponda ha bisogno? «La comicità varesina abbinata ad uno spettacolo naturale come i nostri luoghi credo che siano il mix vincente – spiega Cavallari – è proprio per questo che vorrei aprire un locale in cui unire gastronomia e cabaret».
Per fare questo, però, bisogna uscire da un certo campanilismo e provincialismo, forse bisogna abbandonare quella visione chiariana del lago come luogo placido e ignavo per approdare ad una visione più simile a quella dei divertimentifici in stile Rimini? «Certo, è proprio quello che manca, – conclude Max – naturalmente senza stravolgere la vita di chi qui cerca pace e tranquillità, come già detto prima per fare questo bisogna dare spazio allòa dinamicità dei giovani com’è stato fatto per la notte bianca di Laveno»
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
UnoAcaso su Nel giorno dell'Unità d'Italia, Varese chiede la medaglia d'oro
Felice su Come si capisce una guerra, giorno dopo giorno
Roby60 su Stefano Angei: "Non basta dire che va tutto bene, Varese ha problemi veri"
Bruno Paolillo su Come cambia la viabilità tra Biumo e viale Belforte a Varese
Bustocco-71 su Come si capisce una guerra, giorno dopo giorno
Felice su Come si capisce una guerra, giorno dopo giorno










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.