Mezzo secolo di arte per Arcumeggia
Poesia, musica e danza per celebrare i 50 anni dal giorno in cui il primo affresco fu dipinto sulle facciate delle vecchie case del borgo della Valcuvia
In occasione dei 50 anni dal primo affresco posto in Arcumeggia, venerdì 11 agosto alle ore 21 nel Piazzale della chiesa di Sant’Ambrogio, 11 poeti, accompagnanti da musica e danza, leggeranno alcune poesie tratte dal loro repertorio, per rievocare la bellezza che continua a caratterizzare il luogo.
La festa è organizzata con il patrocinio dell’Accordo per la valorizzazione di Arcumeggia, su concessione della Provincia di Varese, della Comunità Montana della Valcuvia e del comune di Casalzuigno.
Dino Azzalin, Gaetano Blaiotta, Terenzio Cuccurru, Carlo Dentali, Patrizia Mari, Giulia Martinelli, Romano Oldrini, Silvio Raffo, Stefano Salvi, Sandro Sardella, Fabio Scotto e Paola Turroni, sono i celebri nomi dei poeti, protagonisti della splendida interpretazione che riempirà i cuori e le menti del pubblico, staccandolo, per un attimo, dalla realtà.
Lo studio di Valeri Festi, da più di vent’anni protagonista di spettacoli “en plein air”, tra gli organizzatori dell’apertura dei giochi olimpici invernali di Torino 2006, si occuperà invece della chiusura dell’evento, organizzando uno spettacolo che lascerà tutti a bocca aperta con lo sguardo fisso tra cielo e terra.
«La festa – commenta lo studio Festi – è la rappresentazione del mondo come vorremmo che fosse, è il sogno, il desiderio, la meraviglia. Lo spettacolo della festa – continua sempre lo studio – è quello che fa alzare lo sguardo. Che ci mette di fronte a cose mai viste, più grandi di noi, meravigliose».
È sulla base di questi pensieri che la compagnia ha messo in scena spettacoli, sempre “ sotto la luna e le stelle”, spettacoli come quello di Arcumeggia, ideato in modo speciale perché si possa fondere con la scenografia naturale del luogo, con il fine ultimo di fare sognare gli spettatori.
La fama del paese, che sorge alle pendici del Monte Nudo, in Valcuvia, è nata in seguito all’opera di alcuni noti artisti italiani, chiamati nell’anno 1956 ad affrescare le facciate di vecchie case montane con opere che conservano, ancora oggi, un alto valore artistico. La fama del luogo continua ad esistere, sopravvivendo anche all’incuria di chi a rovinato, nel tempo, la bellezza di molte opere.
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