Collocamento: tutti liberi

19 settembre: il Consiglio regionale approva a maggioranza il progetto di legge su “Il mercato del lavoro in Regione Lombardia”

Sostegno alle imprese, promozione di nuove attività imprenditoriali, tutela del lavoro per le fasce più deboli, supporto ai processi di mobilità geografica dei lavoratori, allo sviluppo delle competenze e alla formazione: questi, secondo la maggioranza, alcuni obiettivi della legge sul lavoro varata martedì 19 settembre dall Regione Lombardia. I gruppi dell’Ulivo si sono astenuti dal voto ed hanno manifestato in vario modo le proprie riserve.

Un testo che, come ha spiegato Daniele Belotti (LN), relatore del Pdl  e Presidente della VII Commissione  del Consiglio, introduce il principio della libertà di scelta,  per la gestione dei servizi per l’impiego e dei servizi d’appoggio al mercato del lavoro, fra operatori pubblici e operatori privati accreditati.  “Poichè la concorrenza genera efficienza– ha affermato Belotti- uno degli effetti sarà  anche un aumento dell’efficienza dei Centri per l’impiego . Funzionalità preziosa, visto che in Lombardia si calcola che il 47% dei disoccupati che trovano un nuovo lavoro, lo ottengano  col sistema delle cosiddette “raccomandazioni”. 
La legge approvata istituisce quindi alcune strutture: l’Agenzia  regionale per l’istruzione, la formazione e il lavoro (che sostituirà l’Agenzia regionale del lavoro, creata nel 1999); un Albo degli operatori pubblici e privati accreditati per l’erogazione dei servizi e per l’attuazione delle politiche del lavoro e l’Albo delle Agenzie per il lavoro autorizzate a fornire servizi di intermediazione, ricerca e selezione del personale e supporto alla ricollocazione professionale. 

Per quanto riguarda il monitoraggio e la valutazione delle politiche del settore, la legge costituisce  l’Osservatorio regionale del mercato del lavoro, cui si affiancherà un valutatore indipendente. Entrambi, ogni anno, autonomamente, elaboreranno una relazione sul funzionamento dei servizi per il lavoro e la trasmetteranno al Consiglio e alla Giunta regionale. 

Il testo prevede anche la promozione di "Botteghe scuola", l’incentivazione di tirocini formativi, il sostegno ad azioni volte  a favorire la parità di genere ed il riconoscimento a tutti i lavoratori del diritto alla formazione lungo tutto l’arco della vita.  Alle Province  sono attribuite in via esclusiva  funzioni amministrative, concernenti in particolare la certificazione dello stato di disoccupazione, la gestione delle liste di mobilità  e il collocamento delle persone disabili.

Si tratta di “una legge che coniuga flessibilità e garanzie per i profili deboli”, commenta l’assessore all’Istruzione, Formazione e lavoro, Gianni Rossoni (FI).

“Buono il lavoro fatto, ma avremmo voluto che questa legge fosse più coraggiosa e più chiara, per esempio, per quanto riguarda i finanziamenti alle Province” secondo gli interventi di Carlo Spreafico, DL e Sara Valmaggi , DS.  Troppo favoriti i privati, secondo i Verdi. Contrario il gruppo di Rifondazione, Luciano Muhlbauer afferma “inaccettabile affidare intermediazione e collocamento a soggetti privati”

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Pubblicato il 21 Settembre 2006
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