Il business con la Cina parte dall’inchino
Per affrontare il drago, la facoltà di Economia dell'Insubria organizza per l'anno accademico 2006-2007 un corso di lingua e cultura cinese destinata agli affari
Si ha un bel dire che in economia è meglio affrontare il drago cinese che averne paura: ma, lo sa bene chi ci è stato, non è semplice come dirlo. Troppo forti, per esempio, le differenze culturali e giuridiche per affrontarle all’occidentale. E troppo lontana la lingua, in un paese che non ha nemmeno la ormai usuale mediazione della lingua inglese.
Insomma: il risultato dei tentativi di avvicinamento con il business cinese troppo spesso si risolvono in scene da film di Tomas Milian, in un momento in cui invece, a livelli nazionali sono state aperte relazioni commerciali sofisticate.
Per questo è tanto curiosa quanto apprezzabile l’iniziativa della facoltà di economia dell’università dell’Insubria: quella di mettere in piedi, per l’anno accademico 2006-2007, un corso di cinese "commerciale". Senza la pretesa di addentrarsi in un mondo complicatissimo come quello della lingua del grande paese asiatico, ma con l’intento di dare i rudimenti sufficienti per non fare "brutte figure" con il nuovo interlocutore commerciale.
«Il cinese parlato è difficilissimo, certamente non acquisibile con un corso di 60 ore totali. Chi va in Cina per affari ha comunque bisogno di un interprete – ammette Rossella Locatelli, preside della facoltà di economia dell’Insubria che organizza il corso – ma c’è tutta una modalità di comunicazione che è importante conoscere, e che va dalla comprensione al bon ton. Aspetti che hanno riflessi anche commerciali: non sono solo leggende quelle della necessità dell’inchino e delle modalità precise per consegnare il biglietto da visita. L’obiettivo del corso è perciò quello di dare alcuni rudimenti e trasmettere, anche se in termini generali, queste modalità di comunicazione».
Un corso destinato agli studenti dell’Insubria: ma non solo «Per noi è un corso curricolare: i nostri studenti possono inserirlo nel loro piano di studi come come seconda lingua – precisa infatti la Preside di economia – ma, come si usa dire, “pensando di fare cosa utile” abbiamo pensato di aprirlo anche agli esterni».
L’iniziativa dunque è aperta anche a chi non è iscritto all’Università: è possibile seguire il singolo corso effettuando l’iscrizione entro il 31 ottobre 2006 spendendo una cifa anche contenutissima: 80 Euro. li studenti otterranno 5 crediti formativi.
«Il corso, tenuto dal sinologo Daniele Cologna, punta a far acquisire un metodo sistematico per lo studio, la memorizzazione dei caratteri cinesi e la corretta pronuncia. – spiega, entrando nei particolari, la professoressa Maria Teresa Fabbro – Le lezioni, inoltre, vertono sull’adozione di un frasario specifico attinto dalla pratica commerciale e dalla realtà sociale quotidiana cinese. Particolare attenzione viene riservata ai codici espressivi sociali, culturali e comportamentali, anche non verbali, tipici della Grande Cina».
Il programma, 20 lezioni serali di 3 ore ciascuna per un totale di 60 ore, si articola in quattro sezioni: il primo è una introduzione generale alla storia, alla morfologia, alla fonetica, al sistema tonale e al sistema di scrittura (sia caratteri che alfabeto pinyin) della lingua cinese; dopodichè, si passa a uno studio dettagliato di 300 caratteri cinesi di base, comprensivo dell’identificazione e spiegazione del radicale, dell’etimologia, della forma originale e semplificata: pronuncia e tono, memorizzazione e mnemotecnica, composizione e ordine dei tratti, padronanza passiva e attiva dei caratteri studiati. Una terza parte di grammatica della lingua cinese moderna serve da ultimo apripista all’ultima e più impegnativa fase, quella della conversazione libera in lingua cinese, orientata allo studio e al lavoro in Cina, con esercizi di role-playing situazionale: logistica della quotidianità, riunioni di lavoro, conversazione d’affari.
A fine corso è previsto un esame strutturato in tre prove: un dettato; un test in cinque domande; una prova orale. Le lezioni si terranno a Varese, presso la sede di Via Monte Generoso 71, a partire dal 27 novembre 2006.
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