Il mondo del calcio piange Giacinto Facchetti

Il grande terzino dell'Inter e della Nazionale si è spento per un male incurabile

Il calcio italiano, quello interista in particolare, piange uno dei suoi uomini simbolo. Giacinto Facchetti, leggendario terzino sinistro, si è spento quest’oggi (lunedì 4 settembre) a causa di un tumore all’età di 64 anni.

Quattro scudetti, due Coppe dei Campioni, un Europeo con la Nazionale non bastano a spiegare l’importanza di un giocatore che ha inventato il ruolo di "fluidificante", ispirando negli anni campioni del calibro di Cabrini, Maldini o Zambrotta, rimanendo sempre fedele alla causa nerazzurra. Dopo il ritiro nel 1978 (l’esordio era stato nel 1961) Facchetti era stato prima dirigente e infine presidente della società milanese. Ma definirlo "terzino" è ancora una volta riduttivo: nelle 634 partite totali ha realizzato ben 75 reti, il carniere di un atleta capace di lasciare il segno anche nella metà campo avversaria (foto: www.inter.it).
Se l’Inter è stata la sua casa madre, è impossibile trascurare la carriera azzurra di Facchetti: 94 presenze in Nazionale coronate dall’europeo vinto da capitano nel ’68 e dalla partecipazione alla storica semifinale con la Germania finita 4-3 nel Mondiale del ’70. Al momento del ritiro, tra l’altro, Facchetti era recordman di presenze in azzurro, primato toltogli prima da Dino Zoff e poi da Paolo Maldini.

Immortalato anche dalla letteratura, in "Azzurro tenebra" di Giovanni Arpino, il campione nato a Treviglio ha confezionato per molti anni la rubrica "La palla a Facchetti" sul settimanale per ragazzi "Il Giornalino". L’ennesima occasione con cui dimostrava la sua attenzione al mondo giovanile, con la consueta signorilità che lo ha contraddistinto prima in campo e poi dietro la scrivania.

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Pubblicato il 04 Settembre 2006
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