Olive, è il momento del raccolto. Anche a Varese
L'olio che verrà prodotto sarà venduto per le iniziative benefiche della parrocchia di Bosto
Gli uliveti varesini concedono il bis. Dopo l’esperimento riuscito, effettuato l’anno scorso, si sta ripetendo infatti la raccolta di olive (nelle foto) a scopo benefico per realizzare l’olio "di Sant’Imerio".
L’idea infatti è nata dal parroco di Bosto, don Pietro Giola, che dodici mesi fa invitò i propri parrocchiani a non gettare i frutti nati sugli ulivi ornamentali presenti in molti giardini della zona. Da quella prima raccolta arrivarono 480 chili di olive, trasformate in circa 140 bottiglie di olio; il ricavato dalla vendita fu quindi devoluto alla comunità di Vijayawada in India.
A seguito di quell’iniziativa, subito appoggiata dalla Coldiretti varesina, dall’assessore provinciale Specchiarelli e dall’Acai, sono stati organizzati i corsi per la coltivazione e la potatura degli ulivi in collaborazione con gli esperti del Nicora Garden che si sono occupati anche di stilare una valutazione dei terreni varesini e sulla possibilità di impiantare questa coltura. E la ricerca ha dato risultati positivi: pare infatti che oltre alle balze attorno al lago, anche tutta la zona collinare che circonda Varese sia adatta a ospitare ulivi, a patto che siano piantati in posti poco ventilati.
Ai "produttori" originali se ne sono quindi aggiunti altri e in questi giorni ha preso il via la raccolta: la siccità dell’estate scorsa causerà una resa minore per le piante, ma il maggior numero di interessati dovrebbe consentire di realizzare più bottiglie rispetto al 2005. Entro domenica le olive andranno consegnate alla parrocchia di Sant’Imerio che provvederà a trasportarle al frantoio di Lenno (in provincia di Como) dove saranno trasformate in prelibato olio extra vergine. Per il fine settimana successivo sarà fatto l’imbottigliamento.
Oltre ai produttori quest’anno aumenteranno anche le iniziative benefiche sostenute con il ricavato dalla vendita delle poche e pregiate confezioni. Confermato il sostegno a Vijayawada, don Giola e i suoi fedeli hanno pensato di devolvere denaro a un orfanatrofio ugandese e agli studi di un seminarista.
Soddisfatto della curiosità crescente intorno alla produzione dell’olio anche il direttore di Coldiretti, Ignazio Bonacina. «Abbiamo avuto un’ulteriore conferma del fatto che il nostro territorio può dare una gran varietà di produzioni, una cosa che in molti neppure immaginavano. Il compito della nostra associazione è anche quello di fare proposte: se si iniziasse a coltivare con assiduità l’ulivo potremmo recuperare molti terreni ora incolti e cambiare in meglio un paesaggio già molto bello».
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