Zanoletti porta in scena le lettere di Van Gogh

Venerdì 27 (ore 21) appuntamento all'Auditorium. A novembre prende il via il "corso di avvicinamento" al teatro

Importante appuntamento con il teatro a Brebbia, organizzato grazie alla collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura del Comune di Brebbia e le associazioni "Ars et Labor" e "Don Luigi Mari", attive sul territorio.

Venerdì 27 ottobre alle 21, sul palco dell’auditorium delle scuole medie, sarà in scena l’attore Antonio Zanoletti con lo spettacolo “Van Gogh – il sole negli occhi – lettere al fratello Theo”, monologo composto con le lettere che Vincent scrisse al fratello Theo. l’attore ha elaborato in forma drammaturgica l’epistolario del famoso pittore fiammingo e lo ha trasformato in spettacolo.
Zanoletti ha debuttato con Giorgio Strehler e per alcune stagioni è stato in cartellone al Piccolo Teatro di Milano con testi di Bertolazzi, Calderon de la Barca, Bothos Strauss e Shakespeare. In questi ultimi anni con Luca Ronconi, (in questa stagione è co-protagonista di Elisabetta Pozzi in “La donna del mare” dello Stabile di Torino), ha scelto di dare voce solo alle lettere scritte da Vincent e non quelle attribuite a Theo che, nello spettacolo, resta come figura ombra, contraltare di un dialogo immaginario.

Nel monologo le lettere di Van Gogh vengono raccontate come se fossero dei flussi di memoria e di coscienza, e ripercorrono le tappe della vita tormentata dell’artista, uomo di scrittura oltre che di pittura. Uno spettacolo che tratteggia non solo il percorso artistico di Van Gogh, ma anche quello esistenziale: lettura di pagine commoventi, dense di pensieri, da cui emerge tutta la travagliata poetica e l’altrettanto burrascosa vita dell’artista. Si evidenzia così una figura di uomo e pittore negli ultimi anni della sua vita: indigente, folle, ma anche estremamente consapevole del valore della propria arte incompresa.
Un piano inclinato evoca il pavimento ritratto nel dipinto della sua stanza, mentre, alle spalle di Zanoletti, un mega-schermo accoglie una galleria di quadri in sequenza. Sparpagliati sulla scena, gli oggetti che diventarono simbolo della pittura di Vincent: una sedia, un porta-catino con lo specchio utilizzato per scrutare i segreti del proprio volto, la valigia, la pistola con cui si sparò in petto il 27 luglio 1890, attraversando i campi, per poi spirare dopo due giorni tra le braccia di Theo.
Accompagnamento musicale con brani di Arvo Pärt, Paolo Conte e Dino Saluzzi.

L’Associazione Ars et Labor coglie inoltre l’occasione per promuovere una nuova iniziativa che consiste in un “corso di avvicinamento al teatro” volta a chi ama il teatro e chi ha paura di parlare in pubblico. Trenta lezioni per un percorso formativo da novembre a giugno. Inizio corso 7 novembre 2006 con sede presso l’Auditorium scuole medie e Teatro Don Bosco in Brebbia. Per informazioni è possibile contattare l’associazione stessa (arsetlabor1903@libero.it) o la biblioteca di Brebbia (bibliobrebbia@libero.it).

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Pubblicato il 24 Ottobre 2006
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