Ricordar Rodari

Alla scuola media Anna Frank un ricordo dell'autore, troppo spesso bollato semplicemente come “scrittore per l'infanzia”

Universauser, nel 25esimo della morte, ricorda Gianni Rodari con un incontro nella sede della scuola media Anna Frank, di via Carnia a Varese.

L’incontro, che si intitola “ricordar Rodari” e di cui è relatrice Mria Grazia Ferraris, presenterà il libro curato dagli Amici di Fignano di Gavirate – luogo della formazione adolescenziale di Rodari – che puntualizza la formazione, la cultura, l’originalità e la poesia di uno scrittore troppo spesso presentato solo come “autore per l’infanzia”.

Il volume, edito da Macchione e curato dagli Amici di Fignano di Gavirate, in occasione del venticinquennale della morte dell’Autore. Gli autori dei vari contributi presenti nel libro sono Federica Lucchini, Ambrogio Vaghi, M. Grazia Ferraris, Roberto Fassi e Aurelio Pollicini, tutti "Amici di Fignano".  Fignano è il quartiere più antico di Gavirate, quello che ospitò il piccolo Gianni Rodari, che era nato a Omegna sul lago d’Orta nel 1920, e che dopo la morte prematura del padre, a nove anni, si era trasferito con la madre, originaria dei nostri luoghi, e il fratello, proprio a Fignano di Gavirate. A Gavirate crebbe, fu adolescente povero e squattrinato, ed ebbe amici che ancora lo ricordano.

Per questo la prima parte del volume raccoglie memorie e testimonianze che ci riconducono a quegli anni, immediatamente precedenti la Seconda Guerra Mondiale; a Gavirate compì i suoi studi, prese il diploma magistrale, iniziò la sua attività di giornalista, prima all’Ordine Nuovo di Varese, poi all’Unità di Milano, quindi a Roma, a Paese Sera. Giornalista fu per tutta la sua vita.

Una richiesta eccezionale di scrivere filastrocche per intrattenere il pubblico di bambini che curiosavano sui giornali dei grandi aprì la sua carriera di scrittore per l’infanzia, per cui è oggi universalmente noto e che gli fruttò, soprattutto quando la casa editrice Einaudi cominciò a raccoglierle in volume e pubblicarle dandogli prestigio internazionale, il premio Andersen, il Nobel per la letteratura infantile.

Ma Rodari è stato anche altro: un grande scrittore per adulti. Un esperto di surrealismo.

Questo è l’aspetto, molto trascurato, a solo vantaggio del ricordo e della riproposizione della produzione favolistica e ludica, che il libro degli amici di Fignano si propone di cominciare ad indagare con partecipe attenzione.

Rodari è stato un poeta, uno scrittore di cose satiriche, di grandi favole per adulti come Il gioco dei quattro cantoni e C’era due volte il barone Lamberto, un teorico di fantastica, come si evince da La grammatica della fantasia, il suo libro più impegnato,un grande colto e attento giornalista, politicamente impegnato, che fino alla morte, avvenuta improvvisamente negli anni Ottanta, ha curato ampiamente il settore cultura di Paese Sera.

È la sua una curiosità intellettuale onnivora che si esprime in tono distaccato e divertito, tra studio, esercizio ludico, documentazione e informazione, approfondimento, operazioni tutte concettualmente dense e sintetiche.

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Pubblicato il 24 Novembre 2006
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