Strage di Erba, Marzouk: “Siamo diventati animali…”

Il tunisino scagionato dalle accuse parla con inquirenti e giornalisti. Si cerca il movente: forse un'atroce vendetta

Un’ora e mezza di interrogatorio per Azouz Marzouk e alla fine la certezza della sua innocenza: era in Tunisia. Ma gli inquirenti, si apprende da fonti investigative, stanno seguendo una pista precisa, per arrivare a individuare gli autori del massacro di Erba: tre donne e un bambino uccisi e bruciati; la moglie, la suocera e il figlio di Marzopuk e una vicina che aveva tentato di soccorrerli.  
Questa mattina Marzouk ha parlato con i giornalisti, dopo aver deposto davanti ai magistrati che non gli hanno notificato alcun provvedimento: "Che cosa ho immaginato? Non ho immaginato niente, perché non ho nessun nemico" ha detto l’uomo. "Io non ho paura di nessuno" ha aggiunto. E ancora: "Di mio figlio – ha detto – ho il ricordo di un morso che mi ha lasciato sul braccio, prima di partire per la Tunisia". Sul movente della strage mistero fitto: "Non ho nessuna idea su ciò che è successo – ha ribadito il tunisino – Siamo… siamo diventati animali a questo punto. Ammazzare un figlio, tre donne che non c’entrano niente… Un nostro vicino bravissimo, una delle più brave persone che ho conosciuto, che è in gravi condizioni…".  Infine un messaggio agli assassini della sua famiglia: "Se ce l’avete con me, sono in giro".

Gli inquirenti sarebbero convinti che si tratti di un regolamento di conti legato al traffico di stupefacenti e che il tunisino potrebbe aver pestato i piedi all’organizzazione criminale che gestisce il traffico di droga nel Comense e in Lombardia. Un’atroce vendetta. Il giovane era uscito di prigione il 2 agosto scorso, grazie all’indulto, dopo una condanna a tre anni e mezzo per spaccio. 

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Pubblicato il 13 Dicembre 2006
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