Per salvare l’area Pardà si mobilita il centro sinistra

Dopo la petizione popolare che ha raccolto 800 firme, la lista civica si unisce al coro di protesta

La mobilitazione popolare in favore dell’area della Pardà, sul cui futuro pende un progetto di edificazione, è stata accoltacon favore dalla lista civica d’opposizione "Viviamo Cantello-Gaggiolo-Ligurno".

«La petizione a difesa della Pardà sottoscritta da 800 cittadini è un fatto nuovo e molto importante per Cantello.

Significativo il fatto che l’adesione sia stata trasversale e che l’iniziativa sia nata spontaneamente, come chiaro segnale di preoccupazione di molti cittadini per il destino del proprio territorio.

Innanzitutto, pensiamo sia doveroso da parte di chi amministra la cosa pubblica prestare il massimo ascolto ad un appello che arriva in modo sentito da un numero così rilevante di cittadini.

Nel merito del problema, è bene che si sappia che quando eravamo noi in maggioranza (dal 1995 al 1999) avevamo deliberato il cambio di destinazione della Pardà da edificabile a verde agricolo, proprio riconoscendo il ruolo insostituibile ed intoccabile di quell’area quale cintura naturale di salvaguardia del nucleo urbano.

Ebbene, al cambio di amministrazione, la nuova maggioranza del sindaco Sinapi e dell’assessore all’urbanistica Baj Rossi tra i primi provvedimenti revocò la nostra delibera, rendendo così tale area nuovamente edificabile.

Era un chiaro segnale di impostazione politica, da noi subito denunciato ed apertamente contrastato, purtroppo senza trovare adeguato ascolto e consenso.

Ma non solo: nello scorso maggio la Provincia di Varese nel proprio Piano Territoriale di Coordinamento individuò l’area Pardà come zona a verde-agricolo, riconoscendone anch’essa il valore indiscusso della zona.

Quale migliore occasione per un’amministrazione che abbia a cuore il proprio territorio e l’ambiente in cui viviamo?

Bastava prendere atto della decisione della Provincia e si sarebbero evitate tante polemiche, ma soprattutto sarebbe stata interpretata e rispettata la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini.

Invece, in aperto contrasto con le indicazioni della Provincia, nel Consiglio Comunale dello scorso 26 ottobre viene approvato il primo progetto di cementificazione della Pardà, che – come da molti sottolineato – rappresenta solo il primo tassello di una programmazione urbanistica devastante.

Noi auspichiamo che ora Sindaco, Assessori e consiglieri di maggioranza facciano un serio esame di coscienza e prendano atto della chiara volontà dei cittadini.

Noi pensiamo che esista ancora qualche spiraglio per una positiva soluzione della vicenda.

E’ però indispensabile che la maggioranza faccia con buon senso un passo indietro e vengano assunti atti ufficiali che vadano in direzione opposta alle delibere precedentemente assunte.

Da parte nostra, appoggiamo senza riserve lo spirito ed i contenuti della petizione e ci attiveremo in tutte le sedi e con ogni mezzo possibile per dare il nostro contributo al raggiungimento del risultato auspicato, che deve essere il totale blocco delle edificazioni in Pardà e la revisione del progetto viabilistico collegato, che appare privo di ogni logica e buon senso.

Finalmente assistiamo ad una matura presa di coscienza da parte dei cantellesi, che è anche un riconoscimento della validità delle posizioni da noi sostenute da tempo, con la consapevolezza e la preoccupazione dei danni che può arrecare alla comunità una politica urbanistica sbagliata, che ha nella Pardà l’esempio più attuale ed eclatante, ma che si evidenzia anche nelle precedenti negative scelte che sono sotto gli occhi di tutti, nella piana di Gaggiolo, in via Pascoli, in via Varese, in via Parini, nella discussa demolizione di Villa Matilde, solo per citare alcuni esempi.

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Pubblicato il 10 Gennaio 2007
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